Policlinico Gemelli: nuovi spazi dell’area di emergenza – urgenza
Inaugurate una nuova “Admission Room” con 27 posti e una sala di Osservazione breve intensiva (Obi) con 11 letti. A tagliare il nastro, il governatore del Lazio Rocca e il sindaco Gualtieri. «Un lascito che il Giubileo dona alla città di Roma»
Una nuova “Admission Room” con 27 posti e una sala di Osservazione breve intensiva (Obi) con 11 letti. Il Policlinico Gemelli promuove una modalità di presa in carico immediato dei reparti di ricovero per decongestionare il Pronto soccorso. Sono stati inaugurati stamattina, 26 marzo, i nuovi spazi dell’area di emergenza – urgenza dell’ospedale. Hanno tagliato il nastro il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che hanno ricordato che l’intervento è stato realizzato con il supporto di Giubileo 2025 SpA. Ad accoglierli, il presidente della Fondazione Gemelli Daniele Franco, il preside della Facoltà di Medicina e chirurgia della Cattolica Antonio Gasbarrini e il vicepresidente della Fondazione Gemelli Giuseppe Fioroni.
Come spiegato da Marco Elefanti, direttore generale dell’ospedale, «l’Admission Room è uno spazio a supporto dell’attività del Pronto soccorso, nel quale i pazienti che richiedono un ricovero vengono collocati in attesa di avere un posto. È un luogo che permette all’equipe del reparto di destinazione di prendere subito in carico le persone, avviando più velocemente l’iter terapeutico – diagnostico e abbreviando la degenza». La sala, ha aggiunto il direttore sanitario Andrea Cambieri, «ha una zona uomini e una zona donne. Ogni postazione è separata dalle altre da una tenda ed è dotata di tutti i presidi, compresa la ventilazione meccanica». Per Massimo Antonelli, direttore del dipartimento di Scienze dell’emergenza, anestesiologiche e della rianimazione, «è un luogo che risponde pienamente al modello organizzativo interdisciplinare che contraddistingue la medicina moderna».
Per quanto riguarda invece l’Obi, come spiegato da Francesco Franceschi, direttore della Uoc Medicina d’urgenza e pronto soccorso, «si tratta di una struttura che accoglie pazienti che hanno un’elevata probabilità di dimissione entro le successive 48-72 ore, ma che non possono essere dimessi nell’immediato perché hanno bisogno di un’osservazione intensiva e di ulteriori accertamenti e terapie».
Secondo il presidente Rocca, «l’inaugurazione è uno dei tanti tasselli per il rinnovamento del nostro sistema di emergenza, per dare una migliore accoglienza e dignità ai pazienti e offrire dei luoghi di lavoro idonei ai nostri operatori che si sacrificano tutti i giorni in condizioni difficili». Un intervento, ha aggiunto Gualtieri, «importantissimo per potenziare il Pronto soccorso e migliorare la qualità dell’accoglienza ai malati». Secondo il primo cittadino, «è un lascito che il Giubileo dona alla città di Roma. È uno dei tanti interventi volti a potenziare il sistema sanitario – ha concluso il sindaco -. Sono 160 i milioni che, insieme alla Regione, abbiamo dedicato al potenziamento di tutti i Pronti soccorso della Capitale e del Lazio».
Dopo il taglio del nastro, la benedizione del vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale della Cattolica, che ha guidato un breve momento di preghiera. «Questo luogo – ha ricordato il presule – fino a qualche mese fa era una cappella dedicata ai pazienti e ai familiari dell’ospedale». La chiesa, ha spiegato Giuliodori, è stata trasferita nella hall dell’ospedale per essere più accessibile a tutti. È il luogo dove in queste ultime settimane tanti fedeli si sono riuniti per pregare per il Papa.
Il vescovo ha così indicato il crocifisso di San Damiano, che è rimasto affisso all’interno del nuovo locale. «La cappella era anche dei francescani – ha ricordato -. Per questo, abbiamo deciso di conservarlo come segno giubilare. Quando si parla di “ospedale da campo”, come ci insegna Papa Francesco, significa anche che i luoghi religiosi contribuiscono a rendere tutta la realtà più accogliente e più attenta, soprattutto ai più fragili e ai più bisognosi». Infine, il suo auspicio conclusivo: «Ci auguriamo che questo luogo contribuisca davvero in modo decisivo anche a ridurre le attese e tutte le complessità del Pronto soccorso».
26 marzo 2025

