“Popolo del 20 giugno” al congresso nazionale
12 dicembre, primo meeting delle associazioni già scese in piazza in difesa della famiglia. Gandolfini: al centro l’educazione all’affettività
Il 12 dicembre all’Antonianum primo meeting delle associazioni scese in piazza San Giovanni in difesa della famiglia. Gandolfini: al centro l’educazione all’affettività
Una riunione tra tutte le associazioni che hanno animato piazza San Giovanni il 20 giugno scorso a difesa della famiglia; un incontro per rinforzare legami e fare il punto sulle battaglie da portare avanti. «Da quell’evento, che ha visto la partecipazione di un milione di persone, gente comune, associazioni pro famiglia, cattolici e non, è nato il Comitato nazionale permanente “Difendiamo i nostri figli” che si riunirà, per la prima volta, il prossimo 12 dicembre a Roma, presso l’auditorium Antonianum». Ad annunciarlo è il presidente Massimo Gandolfini.
«In meno di sei mesi da quella manifestazione, sono nati 80 comitati locali su tutto il territorio nazionale che vigilano sulle attività delle scuole e portano avanti iniziative e progetti in nome della famiglia». Sono fondamentalmente due i temi che saranno affrontati: l’educazione sull’affettività e la sessualità nelle scuole e lo stato dei lavori sul ddl Cirinnà. «Per quanto riguarda la “teoria gender” – afferma Gandolfini – la piazza del 20 giugno ha avuto il merito di aprire gli occhi a tanti genitori che hanno iniziato a vigilare sulle attività svolte nelle scuole dei figli. A tal proposito, abbiamo pensato di creare all’interno del Comitato un osservatorio sugli “abusi”, ovvero, su attività non conformi all’insegnamento e che vanno verso la diversità di genere. E, fortunatamente, su questo tema negli ultimi mesi, abbiamo avviato una collaborazione importante con il ministero dell’Istruzione». Un monitoraggio costante che fa parte di una battaglia portata avanti anche singolarmente dalle tante associazioni affiliate al Comitato. Come quella della Manif pour tous Italia, che per il 4 dicembre aveva invitato i genitori a non mandare i figli a scuola e a spedire al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, una lettera in cui si ribadisce il diritto delle famiglie all’educazione sessuale e affettiva dei figli.
«La sensazione – afferma Gandolfini – è che dopo il 20 giugno ci sia stato un cambio di strategia. Ovvero, che all’interno delle scuole si parli più di lotta al razzismo, bullismo e xenofobia, che la teoria gender sia stata solo accantonata in attesa che le acque si calmino e che diminuisca la vigilanza da parte nostra. Questo ovviamente non avverrà». La seconda grande battaglia portata avanti dal comitato riguarda il ddl Cirinnà e le modifiche fatte alla proposta di legge in discussione in Parlamento sulle unioni civili. «Vogliamo ribadire il nostro secco no ad una legge che permetterebbe la “stepchild adoption” e l’affido rafforzato, ovvero un’adozione mascherata del figlio biologico del convivente». Inoltre, prosegue Gandolfini, «se si vuole istituire un registro apposito per le unioni tra persone dello stesso sesso, non si può utilizzare la formula adottata nei matrimoni civili. In sostanza, non si possono equiparare le unioni civili ai veri matrimoni. Altro discorso, poi, è la pensione di reversibilità: in Italia c’è un milione e mezzo di famiglie che vive al di sotto della soglia di povertà. Ora, invece di creare un fondo pensionistico da destinare alle persone che scelgono la strada delle unioni civili, perché non destinare quei soldi a famiglie che già oggi non riescono ad andare avanti?».
L’incontro del 12 dicembre inizierà alle 11.30 e vedrà gli interventi dei presidenti dei vari comitati e dei rappresentanti delle associazioni pro famiglia. «Con questo appuntamento – conclude Gandolfini – vogliamo lanciare un forte messaggio al mondo politico: siamo uniti e determinati e la manifestazione del 20 giugno non è stato un fatto isolato ma il momento saliente di una strategia comune che prosegue. E, se sarà necessario, torneremo in piazza».
10 dicembre 2015

