Preghiere e messaggi dal mondo per Francesco

Nel settimo giorno di degenza al Gemelli, proseguono terapia e attività lavorativa. La lettera inviata dall’arcidiocesi di Buenos Aires – di cui è stato vescovo – e quella del patriarca Bartolomeo. Invito alla preghiera dai vescovi di Venezuela, Cile, Bolivia e Honduras

«Prosegue la terapia e l’attività lavorativa». Sulle condizioni di salute del Papa, al settimo giorno di ricovero al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale, fonti vaticane riferiscono che legge documenti, scrive e prende nota di alcune cose, parla con i suoi stretti collaboratori e fa alcune telefonate. Ancora nessuna notizia, invece, sulle modalità dell’Angelus di domenica prossima, 23 febbraio. Si attende, nel tardo pomeriggio, il bollettino medico.

Nel frattempo, si moltiplicano gli inviti alla preghiera e i messaggi di vicinanza che arrivano da tutto il mondo, oltre che dalle diverse diocesi d’Italia. A firmare quello indirizzato a nome dell’arcidiocesi di Buenos Aires – della quale Bergoglio è stato vescovo -, l’arcivescovo Jorge García Cuerva. «Caro Santo Padre – si legge nel testo -, con tutta la Chiesa di Buenos Aires, chiediamo a Gesù, nostro Buon Pastore, di accompagnarla in questa fase di guarigione, affinché, rafforzato, possa continuare a servire la Chiesa in tutto il mondo nell’esercizio del ministero che Dio stesso le ha affidato e che, con tanto amore e dedizione, porta avanti». Il presule riferisce che «in tutte le celebrazioni eucaristiche di questi giorni, preghiamo in modo particolare per la tua salute e le tue intenzioni, affidandoti alla Vergine Santa, nel ricordo indelebile dei giorni in cui eri il vescovo del gregge che vive in questa città». E dopo le Messe offerte ieri, 19 febbraio, per la salute del Papa, una celebrazione è in programma anche per lunedì 24 febbraio alle 17 (ora locale) in piazza della Costituzione. «In questo modo, esprimiamo il nostro amore per Papa Francesco e chiediamo a Dio di rafforzarlo nella sua salute e di sostenerlo nello svolgimento del ministero che Lui stesso gli ha affidato», scrive l’arcivescovo.

Anche la Conferenza episcopale venezuelana ha invitato a unirsi in preghiera per la pronta guarigione del pontefice, chiedendo di includere questa intenzione nella celebrazione dell’Eucaristia, soprattutto oggi, 20 febbraio. Anche le famiglie sono state esortate a unirsi alla preghiera dalle loro case. «In Venezuela preghiamo per la salute di Papa Francesco e affidiamo alla nostra madre, Nostra Signora di Coromoto, l’intercessione per la sua pronta guarigione», si legge nella nota diffusa ieri. Uguale esortazione alla preghiera per la «pronta guarigione» del pontefice arriva dalla presidenza della Conferenza episcopale del Cile, rispondendo alla richiesta dello stesso Santo Padre che «ci invita continuamente a pregare per lui. Uniamoci in comunione di fede e di preghiera per la salute del Papa».

Unirsi in preghiera è l’invito che rivolge anche la Conferenza episcopale boliviana. Nelle parole del vice segretario generale padre Diego Plà, «il Papa rappresenta Cristo in terra, la nostra guida, il nostro capo. Pregate per la sua pronta guarigione». Stessa solidarietà e comunione spirituale con Francesco nel messaggio diffuso dalla Conferenza episcopale dell’Honduras. I vescovi, in particolare, evidenziano la dedizione e l’amore con cui il Papa svolge la sua missione, «donandosi in ogni momento, attraverso l’incontro festoso con i fratelli, i gruppi e le comunità». Sottolineano quindi il desiderio di accompagnarlo spiritualmente e «aiutarlo a portare la croce del dolore e della sofferenza», rendendolo fonte di luce e di salvezza quando viene offerto a Dio. «Santo Padre – concludono – la Chiesa ha bisogno della sua forza, dei suoi insegnamenti e della sua conferma nella fede».

Scritta a mano la «lettera fraterna di vicinanza e sostegno» indirizzata a Francesco dal patriarca ecumenico Bartolomeo. Un testo consegnato personalmente dal patriarca al cardinale George Koovakad, capo di una numerosa delegazione del Vaticano, che ha visitato il Fanar nel pomeriggio di martedì 18 febbraio, in preparazione della visita del Papa in Turchia la prossima primavera, informano dal Patriarcato ecumenico. Durante questa visita, i due primati commemoreranno congiuntamente lo storico 1700° anniversario del primo Concilio ecumenico di Nicea. Nelle parole di Bartolomeo, gli auguri di «una pronta e completa guarigione e un rapido ritorno, con l’aiuto di Dio, ai suoi sacri e importanti doveri».

20 febbraio 2025