Progetto San Bartolomeo, perché «nessuno resti escluso dal diritto alla salute»
L’iniziativa di Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, Sant’Egidio, Deloitte e Fondazione Deloitte, per garantire ai più fragili l’accesso alle cure. Raggiunti in due anni quasi 800 pazienti
Noemi ha ritrovato il sorriso grazie al Progetto San Bartolomeo. Prima, infatti, a causa dei suoi problemi ai denti, si vergognava perfino di sorridere. Ma adesso si sta curando. «Il lavoro è già a metà e ho quasi fatto – racconta -. Spero di riprendere subito il sorriso, perché senza denti non si può stare – dice -. La cosa che mi ha colpito di più è l’umanità delle persone. Mi hanno aiutato veramente». Garantire l’accesso alle cure ai più fragili è infatti l’obiettivo del Progetto San Bartolomeo, portato avanti dall’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola con la Comunità di Sant’Egidio, Deloitte e Fondazione Deloitte.
Il Giubileo degli ammalati, che si è appena concluso, è l’occasione per fare il punto su questo servizio nato a gennaio 2023. Educazione sanitaria, accesso facilitato ai servizi clinico-assistenziali ed erogazione di prestazioni di ginecologia, ostetricia, senologia e odontoiatria, anche pediatrica, sono gli ambiti in cui si muove il Progetto, che offre anche mediazione linguistica e culturale. «Affinché nessuno resti escluso dal diritto alla salute», come sottolineano i promotori. In poco più di due anni sono stati raggiunti più di 780 pazienti, di cui oltre il 70% donne, provenienti da 71 Paesi nel mondo, che hanno avuto un accesso semplificato e assistito agli ambulatori di ginecologia/ostetricia, senologia e odontoiatria per un totale di 2.880 prestazioni sanitarie erogate (dati al 04.03.2025). In riferimento ai minori, curati nell’ambito dell’odontoiatria, vi sono stati quasi 100 accessi da inizio progetto di cui il 24% ha eseguito un follow up a oggi. La maggioranza dei pazienti proviene da Ucraina, Siria, Afghanistan, Perù e Italia.
«Ci sono uomini e donne che non hanno mai visto un dentista nella loro vita, donne che non hanno mai fatto una mammografia – racconta Aurora Poggi, da 35 anni infermiera nell’ospedale dell’Isola Tiberina e volontaria del Progetto San Bartolomeo -. Per quanto riguarda i bambini, vengono soprattutto famiglie siriane e afgane ad accompagnarli. E io credo che quando si lavora con i bambini, si lavora sul futuro».
8 aprile 2025

