Proietti e la romanità, il suo talento anche nella canzone

Una delle grandi interpretazioni dell’artista, scomparso proprio nel giorno del suo 80° compleanno. Si mise in gioco perfino al Festival di Sanremo

Su Gigi Proietti, sul suo talento e sulla sua straordinaria carriera, abbiamo già letto molte testimonianze. Fra le tante, non dobbiamo dimenticare quelle che ricordano il Proietti cantante. «Pieno di sentimento e di romanità come solo Gabriella Ferri», ha detto ad esempio Renzo Arbore nel ricordare l’artista scomparso esattamente nel giorno del suo 80° compleanno. Ma Proietti non cantò solo Roma e la sua anima. Si mise in gioco perfino al Festival di Sanremo: correva l’anno 1995, e salì sul palco dell’Ariston insieme a Peppino Di Capri e a Stefano Palatresi. L’inedito trio propose la canzone “Ma che ne sai… (se non hai fatto il piano bar)” e si piazzò al tredicesimo posto.

Ma è appunto nella romanità che Proietti espresse maggiormente il suo talento come cantante. Del resto, proprio nelle ore in cui ci lasciava, dal palazzo di fronte alla clinica dove era ricoverato si diffondevano le note di “Barcarolo romano” per rendergli omaggio. Ed è proprio con questa canzone – che fa parte della storia recente del costume e della tradizione romana, composta quasi cent’anni fa da Pio Pizzicaria e Romolo Balzani -– che vogliamo ricordarlo. Avendo ben impressa nella memoria quella sera del 2017 in cui la cantò per i milioni di telespettatori di Rai1 dal palco di “Cavalli di battaglia”.

5 novembre 2020