Si chiude oggi, 30 ottobre, il convegno “Fare rete con la novità del Vangelo”, promosso dalla Rete anti tratta con Caritas italiana, nella sede dell’Usmi nazionale. L’obiettivo: offrire percorsi di formazione alle religiose impegnate nell’ambito dell’accoglienza di donne e minori, potenziali vittime della tratta. In quest’ottica, è stata illustrata da Tiziana Bianchini, responsabile dell’Area immigrazione e tratta degli esseri umani (Cooperativa Lotta contro l’emarginazione), la mappatura nazionale della prostituzione in strada. Un intervento promosso dal numero verde anti tratta, attraverso operatori, quasi sempre professionisti, che quotidianamente svolgono le azioni di contatto e di prossimità con vittime di prostituzione.

Sono state osservate in orario notturno 2.976 persone, tra cui 24 (lo 0,8%) minori. Il 79,4% (2.362) delle presenze in strada è costituito da donne. Il 19,6% (584) da transessuali; gli uomini sono l’1% (30). In diurno sono state osservate invece 1.210 presenze, di cui il 90,8 % (1.099)  è composto da donne. Le transessuali rappresentano l’8,5% (103). Irrilevante la presenza maschile. I numeri dipingono uno scenario che, secondo Bianchini, pone della sfide. Anzitutto, la necessità di «riorganizzare il lavoro con le donne provenienti dall’Est Europa, sia in strada che nell’indoor». Ancora, domanda la responsabile Area immigrazione e tratta, «cosa succederà con le donne nigeriane richiedenti protezione internazionale che vengono rimandate in Italia in ottemperanza al regolamento di Dublino e con i dinieghi definitivi?». Infine tra le sfide evidenziate da Bianchini c’è l’esigenza di porre una maggiore attenzione ai nuovi flussi, cercando «nuovi modelli e strumenti di comunicazione, a partire dall’uso dei social».

30 ottobre 2019