Quartullo: la lezione di Proietti

L’omaggio dell’artista: «Ci lascia un pieno di idee, di sano approccio alla vita e al nostro lavoro. Dovremmo continuare l’impegno con i giovani»

Pino Quartullo è tra i protagonisti più vivaci dello spettacolo italiano. Nato a Civitavecchia nel 1957, dagli anni ’80 ha lavorato con continuità a teatro, al cinema, in televisione. Lo abbiamo raggiunto per ascoltare la testimonianza diretta sulla sua carriera, in cui ricorda soprattutto la lezione di Gigi Proietti.

Pino, dopo la laurea in architettura, ti diplomi in regia all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico e, di seguito, ottieni il diploma in recitazione presso il Laboratorio di Esercitazioni sceniche di Gigi Proietti. Con l’attore romano si crea un rapporto che va oltre il momento della didattica. Al punto che Proietti è testimone delle tue nozze celebrate a Maratea con una giornalista lucana.
Sì, è stato molto importante per la mia formazione il rapporto con Gigi Proietti perché tra i vari insegnanti che ho avuto ha rappresentato il detonatore della mia carriera. Non bisogna dimenticare che Gigi è stato un grande interprete sotto il profilo umoristico. Il rapporto tra noi è cresciuto negli anni e ho partecipato a tre suoi spettacoli al Teatro Brancaccio di Roma, Dramma della gelosia (1999-2000), Stregata dalla luna (2001-2002), Quella del piano di sopra (2004-2006). Così l’ amicizia si è consolidata fino appunto a chiedergli di essere il mio testimone di nozze, dieci anni fa.

Dopo l’Accademia e il Laboratorio, debutti professionalmente in teatro con Fra’ Diavolo, un testo di Gennaro Aceto con la regia di Aldo Trionfo regista importante degli anni ‘60/’70.
E, in parallelo, sempre con Proietti ho fatto televisione (Fantastico 4; A come Alice). Dopo, sono chiamato per un provino da Patroni Griffi col quale lavoro ne L’avaro di Moliere con Paolo Stoppa nella stagione 1982-83. Nel 1981, durante le prove di Attore amore mio (un varietà di Rai 1 con Proietti), Mario Monicelli mi vede e mi propone un ruolo nel Marchese del Grillo: ricordo il mio primo giorno sul set con Alberto Sordi come un momento molto emozionante.

Da lì figuri nel cast di una trentina di film. Quali ritieni si siano maggiormente imposti all’attenzione del pubblico?
Ad aver segnato di più la mia carriera sono quelli che ho scritto, diretto e interpretato: Quando eravamo repressi (1992); Le donne non vogliono più (1993); Storie d’amore con i crampi (1995); Le faremo tanto male (1998). Due di questi già collaudati in teatro, per il quale ho continuato a scrivere.

Dal 1988 sei in televisione, oltre che per il varietà, con fiction, serie, miniserie nel tuo curriculum. E tra teatro, cinema e televisione le tue esperienze professionali diventano molto diversificate.
Sì, l’inizio con Proietti e altre esperienze televisive mi hanno portato a essere scelto per ruoli brillanti. Grazie a lui ho affinato la conoscenza di me stesso, lui ha capito che dentro di me c’era un caratterista, mi ha insegnato che dovevo proprio giocare sul doppio aspetto di uomo piacente ma insieme con crepe e ingenuità, un prototipo da commedia appunto.

A distanza di alcuni anni, la lezione di Proietti che cosa ti ha lasciato?
Proietti lascia in realtà non un vuoto ma un pieno di idee, di sano approccio alla vita e al nostro lavoro che deve essere fatto molto seriamente ma sempre col sorriso e quindi tutti noi che abbiamo lavorato con lui dovremmo in qualche modo unirci e continuare il lavoro con quei giovani che mostrino capacità in ambito recitativo, musicale, comico, canoro e anche di danza. Proietti ci ha insegnato che è importante lavorare sui difetti della propria personalità, su quel qualcosa che ti differenzia dagli altri per non rischiare di essere un po’ tutti uguali come certi doppiatori.

I tuoi programmi attuali in questo momento difficile per lo spettacolo dal vivo?
Lo scorso anno ero in tournée con Enzo Iacchetti con uno testo intitolato Hollywood Burger, di Roberto Cavosi, storia di due attori di Hollywood che si detestano all’inizio, poi si conoscono meglio e fanno amicizia. Spero che i teatri riaprano quanto prima per riportarlo sulle scene. Al cinema ho interpretato il film Burraco fatale, una commedia dove sono il marito di Claudia Gerini. A ottobre scorso ho girato il film E buona notte, di Massimo Cappelli. Tutti film che hanno fatto i conti con la chiusura delle sale.

12 gennaio 2021