Raid incrociati tra Israele e Iran
Nuovo attacco missilistico di Teheran su Beer Sheva. 7i feriti. L’esercito israeliano: distrutte oltre 35 infrastrutture per stoccaggio e lancio di missili nell’Iran occidentale. Attaccata con un drone anche Teheran, per colpire uno scienziato nucleare
È caduto in un parcheggio vicino a edifici residenziali il singolo missile balistico lanciato dall’Iran questa mattina, 20 giugno, a Beer Sheva, nel sud di Israele. Ingente la devastazione causata: veicoli in fiamme, diversi appartameti distrutti, facciate di edifici e balconi crollati. E a terra, un cratere. Si segnalano 7 feriti. La stazione ferroviaria di Beer Sheva Nord è chiusa per danni. «Il sito Microsoft di Beer Sheva è stato attaccato perché collabora con l’esercito israeliano», hanno rivendicato le Guardie rivoluzionarie iraniane. «Il nemico sionista sta venendo punito. Viene punito proprio ora», si legge in un messaggio diffuso all’inizio della mattinata sul profilo X della Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, rilanciato anche da fonti dell’opposizione iraniana.
L’esercito israeliano (Idf) da parte su ha reso noto di aver bombardato decine di obiettivi a Teheran durante la notte, tra cui quello che ha definito un «centro di ricerca e sviluppo per il progetto di armi nucleari dell’Iran». Non solo: oltre 25 caccia dell’aeronautica hanno «colpito e neutralizzato oltre 35 infrastrutture di stoccaggio e lancio di missili nelle aree di Tabriz e Kermanshah», nella parte occidentale del Paese. Condotto un attacco con un drone anche su Teheran, con l’obiettivo di colpire uno scienziato nucleare iraniano. Lo hanno riferito fonti iraniane e la radio dell’esercito israeliano, anche se non ci sono al momento commenti ufficiali da parte dell’Idf.
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha affermato che non ci sarà alcun negoziato con gli Stati Uniti finché continueranno gli attacchi israeliani. Per Israele però «nulla è cambiato. L’Iran sta ingannando il mondo e sta semplicemente cercando di perdere tempo. Non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo programma nucleare, che rappresenta una minaccia esistenziale per Israele e mette in pericolo il mondo intero», scrive su X il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, in risposta alla dichiarazione di Araghchi.
A Ginevra intanto questa mattina, 20 giugno, si incontrano con il ministro degli Esteri iraniano il suo omologo britannico David Lammy e i capi delle diplomazie di Germania, Francia e Unione europea. Per Lammy, che ieri si è consultato negli Usa co il segretario di Stato americano Marco Rubio e con il negoziatore di Washington Steve Witkoff, le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump lasciano aperta «una finestra di due settimane per ottenere una soluzione diplomatica» del conflitto fra Israele e Iran. Anche se, ha ribadito, «noi siamo determinati a far sì che l’Iran non abbia mai un’arma nucleare». E da Mosca il portavoce di Putin Dmitri Peskov mette in guardia dalla possibile uccisione di Khamenei: «Aprirebbe il vaso di Pandora».
20 giugno 2025

