Rapporto 2018 Acs, crescono i benefattori italiani

La ricerca presentata questa mattina. Cardinal Malcolm: «Stiamo cercando di creare un’intesa tra le varie religioni. Al via progetto per vittime strage Sri Lanka»

«Stiamo cercando di creare un’intesa tra le varie religioni. Ora stiamo mettendo in piedi un progetto che possa sostenere tutti coloro che sono stati colpiti o hanno subito traumi in seguito agli attentati terroristici in Sri Lanka del 21 aprile». Lo ha detto il cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, alla presentazione del Rapporto annuale 2018 di Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), questa mattina, 20 giugno, nella sede di piazza San Calisto a Roma. «Sono grato a tutti coloro che hanno sostenuto e continuano a sostenere lo Sri Lanka dopo gli attacchi. Ringrazio anche il Santo Padre per la sua grande vicinanza», ha aggiunto il porporato, indicando alcuni ambiti di intervento specifici del loro progetto: dall’aiuto ai 176 bambini rimasti in difficoltà e soli, alle famiglie rimaste senza casa, fino ad arrivare al sostegno di cui necessitano i 200 feriti.

In seguito a quell’efferata strage, la risposta di Acs non ha tardato ad arrivare. Grazie ad un piano d’azione organico l’importo delle donazioni è stato di circa 112.753 euro. Da oltre 70 anni la Fondazione pontificia si impegna a sostenere con donazioni e progetti la Chiesa in tutto il mondo, soprattutto laddove ci sono fedeli che soffrono a causa della persecuzione, della povertà e della violenza. Solo nel 2018, anno particolarmente drammatico per la Chiesa, è stato possibile realizzare 5.019 progetti in 139 Paesi grazie ai 111.108.825 euro (la maggior parte dell’importo, ovvero l’80,1%, è stato utilizzato per le spese relative alle missioni) raccolti dalle 23 sedi nazionali e dalla sede internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre. «Il nostro principio guida si ispira all’informazione, alla preghiera e all’azione», ha spiegato Thomas Heine-Geldern, presidente esecutivo internazionale di Acs, presentando i dati del Rapporto 2018.

A beneficiare di oltre la metà degli aiuti stanziati sono stati l’Africa (27%) e il Medio Oriente (25%), dove da tempo imperversa la violenza integralista di matrice islamica.  Proprio nella regione mediorientale grande attenzione è stata rivolta alla Siria, il Paese che più di ogni altro ha beneficiato del sostegno di Acs con progetti del valore di 8.615.940 euro, e l’Iraq, dove sono stati realizzati interventi per un totale di 6.513.500 euro. Nella lista dei beneficiari di Acs si trova, poi, l’India, seguita dall’Ucraina e la Repubblica Democratica del Congo. Dal Rapporto 2018 emerge, inoltre, che circa un terzo delle spese è stato destinato alla costruzione di strutture per seminari e alla costruzione e ricostruzione di edifici religiosi. A seguire, si collocano le offerte per le intenzioni delle Messe del valore di 12,4 milioni di euro, le quali rappresentano l’unica fonte di entrata per i sacerdoti delle parrocchie povere, e gli aiuti umanitari e d’emergenza, corrispondenti a circa un ottavo dei fondi come per gli interventi a sostegno della formazione dei seminaristi (uno ogni dieci nel mondo è stato supportato).

Altre aree di intervento riguardano l’educazione alla fede dei laici, che ha costituito l’11,2% degli aiuti, i mezzi di trasporto per la pastorale (6,8%) e il sostegno ai mezzi di comunicazione cristiani e alla pubblicazione di testi religiosi. Particolarmente rilevante è il contributo dei benefattori italiani. Ammontano, infatti, a 4.493.660 euro (con un incremento del 22,1% rispetto allo scorso anno) le offerte che sono state devolute a varie campagne di aiuto: dalla Siria, dove le donazioni hanno permesso di acquistare latte per i bambini, ma anche medicine e cibo per la popolazione, fino ad arrivare al Venezuela e all’India, le cui diocesi sono state sostenute in diversi progetti. Un altro dato significativo è il numero dei benefattori italiani arrivato a 17.230. «È in atto in Italia un processo di secolarizzazione che tenta di relegare il cattolicesimo in un angolo – ha affermato Alessandro Monteduro, direttore Acs-Italia -. Eppure, questi numeri ci dimostrano che c’è un numero crescente di uomini e donne che non solo si informano, ma si mobilitano per aiutare dei fratelli che non conosceranno mai», ha commentato  aggiungendo che, diversamente da quello che si può credere, «c’è una comunità cattolica che è viva ed è generosa».

20 giugno 2019