Regno Unito, i decessi per Covid-19 si spostano dagli ospedali alle case di riposo

I dati dell’Istituto statistico britannico contraddicono le dichiarazioni del premier Boris Johnson, che ha dichiarato sconfitto il virus: record di decessi

Nel Regno Unito la prima linea della battaglia contro il Covid-19 si è spostata dagli ospedali – dove ormai sono molti i letti vuoti – alle case di riposo, dove nelle ultime due settimane si è registrato un aumento significativo dei decessi. A rendere noti i dati è l’Istituto statistico britannico (Office for national statistics, Ons), contraddicendo le dichiarazioni del premier Boris Johnson, che ha definito “sconfitto” il virus. Il quotidiano Guardian parla di morti aumentate anche oltre il 70% nelle case di riposo e anche l’Ons ha confermato ieri, 28 aprile, che i decessi negli istituti per anziani, in Inghilterra e Galles, hanno raggiunto un numero record. Conferma resa possibile grazie anche ai primi dati incorporati della “Care Quality Commission”, l’ente regolatore del settore.

Duemila i morti di Covid-19 nella settimana che è terminata il 17 aprile – occorrono undici giorni prima che il certificato arrivi all’Office for national statistics -: il doppio rispetto ai sette giorni precedenti. Le proiezioni per la settimana successiva segnalano che il dato è salito ancora. Un aumento vertiginoso che si riflette nella statistica generali dei decessi che hanno superato i 22mila, sempre nella settimana che è finita il 17 aprile: il doppio della cifra per questo periodo dell’anno e il dato più alto dal 1993, quando si è cominciato a raccogliere questa statistica. Per fonti del governo britannico, si tratta di «un picco che sembra essere stato raggiunto e che segna l’inizio di una discesa»; nessuna menzione dei decessi nelle case di riposo, in rapido aumento.

29 aprile 2020