Reina ai nuovi diaconi permanenti: «State con i poveri»
La Messa con il rito di ordinazione nella basilica lateranense. I 7 appena ordinati si aggiungono ai 146 già attivi nella diocesi. Il vicario: «Circolarità tra altare e servizio»
Di fronte alle crescenti disuguaglianze, alla diffusa indifferenza, all’ego smisurato di tanti focalizzati solo sul proprio successo personale, l’appello alla solidarietà e al servizio lanciato dal vicario della diocesi di Roma, l’arcivescovo Baldo Reina, nella Messa con il rito di ordinazione diaconale, è stato uno scossone ai cristiani che non possono omologarsi «al pensiero di questo mondo» né conformarsi «alla mentalità di questo tempo». L’invito è a riscoprire il senso autentico della fede, ponendo al centro della propria vita l’amore per il prossimo e l’impegno per i più deboli. Perché «una Chiesa è credibile non se sa organizzare ma solo se serve e dona la vita agli ultimi».
In queste parole il cuore dell’omelia pronunciata sabato mattina, 23 novembre, a San Giovanni in Laterano per l’ordinazione di sette nuovi diaconi permanenti della diocesi. Aldo Blessich, 61 anni, sposato con Giannina da 30 anni, ha cinque figli di età compresa tra i 17 e i 27 anni. Ora è diacono della parrocchia Santa Maria dell’Orazione e ricopre il ruolo di team-manager per le squadre nazionali giovanili della Federazione italiana giuoco calcio (Figc). Gonzalo Castro Cedeno, 62 anni, operatore della Caritas di Roma nell’Area sanitaria alla Stazione Termini, svolgerà il suo ministero diaconale nella parrocchia Sacra Famiglia del Divino Amore. È il marito di Paola da 33 anni, hanno due figli di 32 e 28 anni. Massimiliano Fedeli, 53 anni, da 27 sposato con Francesca dalla quale ha avuto due figlie di 27 e 23 anni. Impiegato presso il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, è diacono nella parrocchia San Filippo Apostolo. Teodoro Mandato, funzionario della società di trasporti Cotral, ha compiuto da poco 49 anni. È diacono nella parrocchia di San Ponziano. Sposato con Sabrina da 16 anni, è padre di due figli adolescenti di 13 e 15 anni. Daniele Marini, commerciante di 53 anni, diacono nella parrocchia Santa Faustina Kowalska, è sposato da 20 anni con Emanuela. Gianfranco Paolini, dirigente bancario 62enne, da sabato è il diacono della parrocchia Sant’Angela Merici. È marito di Claudia da 30 anni dalla quale ha avuto tre figli di 27, 25 e 21 anni. Luigi Sansone, 64 anni, della parrocchia San Gabriele dell’Addolorata, è sposato con Incoronata da 34 anni. Ha due figlie di 30 e 25 anni ed è impiegato presso la società Leonardo di Pomezia.
I nuovi diaconi, sette, come gli uomini «pieni di Spirito Santo» scelti dagli apostoli come collaboratori nel ministero, vanno ad aggiungersi ai 146 diaconi permanenti della diocesi di Roma. Una quarantina quelli in formazione. Al cammino di formazione partecipano anche le mogli, che accompagneranno i mariti nel ministero. Dal vicario Reina è arrivato un forte richiamo al servizio per rispondere alla «logica di Dio, che è una logica capovolta rispetto a quella del mondo – ha affermato -. Il mondo cerca la potenza, Dio l’umiltà; il mondo cerca il potere, Dio il servizio; il mondo cerca di opprimere gli ultimi, Dio li mette al centro; il mondo cerca gli interessi materiali, a Dio interessa solo la nostra salvezza».
Ricordando le parole di Gesù agli apostoli, «se vuoi essere il primo, diventa schiavo di tutti», pronunciate dopo che la madre di Giacomo e Giovanni chiede posti di prestigio per i figli, il presule ha invitato i diaconi a mettersi «al servizio dei poveri. Il vostro posto è dove ci sono i poveri – ha affermato -; poveri di pane, di giustizia, di speranza, di bene. State con i poveri per ricordare a tutti che Gesù è venuto per servire e non per essere servito. Cercateli, sporcatevi le mani per loro, curateli, custoditeli, amateli, serviteli». Come spesso ricorda Papa Francesco «i poveri sono la carne di Cristo – ha proseguito l’arcivescovo -. Stare all’altare ci permette di acquisire la forza necessaria per servire. È la spinta che prendiamo per raggiungere più velocemente i poveri; stare all’altare ci permette di assumere la sostanza e la qualità che poi siamo chiamati a dare ai poveri. Non c’è nessuna contrapposizione tra altare e servizio; semmai un costante richiamo e una circolarità costante; la forza motrice che si riceve dall’Eucaristia spinge al servizio e la cura degli ultimi si alimenta e si sostanzia del Corpo di Cristo».
Per il vicario i nuovi diaconi sono «segno di Cristo servo per tutta la nostra diocesi. Sono coloro che spingono la Chiesa a servire di più e meglio; sono la punta di diamante di una comunità che intende fare dell’amore la sua regola d’oro. Raggiunti dal dono dell’ordinazione, aiutano tutta la Chiesa a essere serva; attraverso il loro cuore generoso e le loro mani operose tutti ci chiniamo sul fratello che soffre e gli regaliamo la speranza che non delude». La Chiesa, ha concluso il vicario, pur consapevole delle difficoltà del momento storico segnato da molteplici volti della povertà e della sofferenza, come solitudine, povertà materiale, disagio giovanile e psichico, è chiamata a leggere questa «realtà nella quale il Signore ci chiama a vivere ed è la sfida che ci mette davanti nella speranza che la facciamo nostra», ha affermato.
Tra i concelebranti numerosi sacerdoti, il vicegerente della diocesi Renato Tarantelli Baccari, i vescovi Benoni Ambarus, Michele Di Tolve e Daniele Salera.
25 novembre 2024



