Reina ai sacerdoti: il Papa sostiene il nostro cammino

La liturgia penitenziale per il clero di Roma presieduta dal cardinale vicario a San Giovanni in Laterano. Il pensiero a Francesco: «Sentiamo la sua forza. Dal letto di ospedale prega per noi». L’invito a «camminare insieme nella speranza»

Si apre con il pensiero rivolto al Papa, ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale, la liturgia penitenziale per il clero di Roma a San Giovanni in Laterano. La celebrazione che proprio il Santo Padre avrebbe dovuto presiedere nella mattina di oggi, 6 marzo, primo giovedì di Quaresima. «Lo teniamo presente nella nostra preghiera come già facciamo in tutte le nostre celebrazioni eucaristiche – afferma il cardinale vicario Baldo Reina davanti ai sacerdoti e diaconi convenuti nella cattedrale -. Sentiamo la sua forza. Dal letto di ospedale Papa Francesco prega per noi e sostiene il nostro cammino».

Nella sua meditazione il cardinale, aprendo con il riferimento al messaggio del Papa per la Quaresima sul cammino nella speranza, trae spunto innanzitutto dal brano di Isaia (cap. 52) letto all’inizio della liturgia. «Il popolo ha saputo della imminente liberazione ma è ancora in terra di esilio – dice – e vive tutta l’incertezza di questa fase. Un popolo incerto, dubbioso, forse un po’ scoraggiato. Questo brano riflette molto bene la nostra condizione di sacerdoti e di cristiani. Siamo esattamente come il popolo che ha ricevuto questo annuncio ma che sperimenta ancora la fatica».

Il porporato propone una «conversione di sguardo», ovvero invita a «provare a vedere la nostra vita con gli occhi di Dio, il modo di vivere il nostro sacerdozio. Il Signore ci invita a cambiare il nostro sguardo su noi stessi, ci invita a perdonarci, a riconciliarci con i percorsi che ci hanno segnato e a volte ci hanno ferito». Non solo, anche a «cambiare lo sguardo sugli altri», a cominciare dal «variegato presbiterio della diocesi così ricco di potenzialità e di esperienze». E se la missione può comportare dei fallimenti come quelli evocati dal brano del vangelo di Luca letto durante la liturgia, «il metodo che Gesù ci consiglia è quello della perseveranza umile», sottolinea Reina. «Partiamo dal desiderio di cambiare perché vogliamo andare decisamente verso Gerusalemme, e il nostro lavoro pastorale ha senso solo se è indirizzato in questa direzione». L’invito quindi è a «camminare insieme nella speranza» e a chiedere al Signore «la conversione degli sguardi».

Dopo l’ampio spazio per le confessioni personali, il passaggio dei sacerdoti e dei diaconi permanenti attraverso la Porta Santa della basilica è di fatto il momento conclusivo della celebrazione. Al termine, viene donato ai presenti un supplemento di preghiera per l’Ufficio delle Letture delle ferie di Quaresima, dal titolo “La nostra speranza ha un volto”, che integra la liturgia delle ore. Per aiutare a mantenere, scrive Reina nell’introduzione, «la giusta postura interiore tra le lotte e le sfide quotidiane».

6 marzo 2025