Reina: il disagio mentale, «grande sfida per il presente e il futuro del Paese»

La visita del vicario del Papa ai pazienti del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura del San Filippo Neri. Quintavalle (Asl Roma 1); «Nel 2024 500 ricoveri e oltre mille accessi al Day Hospital»

Daniel per l’occasione si è messo la camicia azzurra. È una delle tante che ha. Gli piace vestirsi elegante. La sua canzone preferita? “Che fantastica storia è la vita” di Antonello Venditti. Lo dice con il sorriso mentre racconta la sua storia. «Nonostante tutto, cerco di vivere con felicità tutti i giorni, perché un giorno senza felicità è un giorno buttato via». È uno dei pazienti ricoverati nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) dell’Ospedale San Filippo Neri, che il cardinale vicario Baldo Reina ha incontrato questa mattina, 17 luglio. Il porporato si è recato in visita nel reparto dell’ospedale romano. Daniel gli ha chiesto di pregare per sua mamma, deceduta nel 2019. «La sogno spesso, mi fa rallegrare il cuore. Ho un rapporto con la fede molto profondo». È colombiano, ma vive a Roma da trentatré anni. Soffre del disturbo bipolare. «Bisogna accettare che uno possa stare male e avere momenti no nella vita. Confido nella medicina e nei dottori che si occupano di noi con amore».

Il cardinale si è fermato a parlare con lui e con altri pazienti. Ha stretto mani e ha rivolto parole di conforto e incoraggiamento, portando il saluto di Papa Leone XIV. Ad accoglierlo, Giuseppe Quintavalle, direttore generale della Asl Roma 1, Giuseppe Ducci, direttore dell’Unità operativa complessa (Uoc) del Spdc e Luigina Di Liegro, presidente della Fondazione internazionale Don Luigi Di Liegro ets, che da oltre 20 anni collabora attivamente grazie ai suoi volontari in convenzione con la Asl Roma 1 al progetto “Arte che cura”. Un’iniziativa che si tiene all’interno del reparto e che viene finanziata dalla diocesi di Roma.

«Per me è un onore essere qui – ha detto il porporato -, perché ritengo che la presenza della Chiesa di Roma non sia legata soltanto alle parrocchie, ma a tutte quelle realtà dove c’è l’uomo e in modo particolare le persone che soffrono. Il tema del disagio mentale è una grande sfida per il presente e il futuro del nostro Paese, perché i casi sono in aumento con un certo peso anche negli adolescenti e nei giovani».

Reina ha quindi esortato a porre al centro della cura l’attenzione alla persona, «perché se è vero che non tutte le malattie sono guaribili, tutte sono curabili». Rivolgendosi a tutti coloro che sono ricoverati nel reparto ha aggiunto: «Prima ancora di essere pazienti e ammalati siete persone. Sentitevi sostenuti dalla diocesi di Roma e sollecitateci, perché in questo periodo abbiamo bisogno di aprire gli occhi sulle tante forme di povertà e sofferenza. Sentite anche la vicinanza di Papa Leone XIV, di cui vi porto il saluto. Conosciamo la sua attenzione al mondo della sofferenza e ci impegniamo a sostenerlo per il grande impegno che ricade sulle sue spalle». Poi ha concluso: «Abbiamo bisogno di fare squadra per risollevare le sorti delle persone che soffrono. Siamo nel Giubileo della speranza, penso che sia una parola di cui tutti abbiamo bisogno».

Nel corso della visita, è stato presentato il bilancio delle attività del Spdc, che si occupa di ricoveri ordinari e d’urgenza per disturbi psichici, sia volontari che in regime di Trattamento sanitario obbligatorio (Tso), gestendo anche ricoveri in Day Hospital e attività complementari ai Centri di salute mentale dell’azienda sanitaria.

«Nel corso del 2024 – ha detto Quintavalle – sono stati effettuati 500 ricoveri e oltre mille accessi al Day Hospital, dove da due anni è attivo, unico in Italia, un DH Madre-Bambino, dedicato alle patologie mentali peri-natali. Negli ultimi dieci anni è stato dato un fortissimo impulso alla capacità diagnostica dei disturbi del neuro-sviluppo e dei disturbi da uso di sostanze, patologie, spesso in co-morbilità, che rappresentano la nuova frontiera della psichiatria di urgenza».

Gli ha fatto eco Ducci. «La visita del cardinale vicario, da sempre vicino agli ultimi, rappresenta un fortissimo messaggio contro lo stigma della malattia mentale ed è anche un riconoscimento del lavoro, duro e difficile, di un Spdc, dove, accanto agli interventi diagnostici e terapeutici, viene dato da sempre largo spazio alla riabilitazione precoce e all’espressione creativa di tutte le persone ricoverate, anche attraverso la collaborazione con associazioni e enti del Terzo settore».

Anche per Di Liegro, l’incontro ha rappresentato «un’importante occasione in cui il cardinale ha potuto conoscere e apprezzare il lavoro che quotidianamente viene svolto all’interno del reparto, dove sono presenti con varie attività anche i volontari della nostra Fondazione, che operano con impegno e passione nel difficile lavoro della tutela della salute mentale». Una visita «che ha rappresentato anche la dimostrazione della vicinanza della Chiesa nei confronti del lavoro che quotidianamente istituzioni pubbliche e private compiono nel garantire l’assistenza e il sostegno alle persone con disagio psichico».

17 luglio 2025