Retake, Caritas e municipio insieme per la cura del verde di Colle Oppio

Fra gli obiettivi, insieme al decoro urbano, c'è anche l'inclusione formativa, grazie al "tirocinio di reinserimento lavorativo" per chi ha perso il lavoro. Positiva la risposta del quartiere

Prendersi cura del verde nel cuore di Roma, ogni mercoledì per sei mesi. È il nuovo progetto di Retake Roma, in collaborazione con alcune realtà del territorio di Colle Oppio come la parrocchia dei Santi Silvestro e Martino ai Monti e la Caritas diocesana – che nel quartiere ha la mensa diurna -, con il supporto del municipio I di Roma Capitale. Ieri mattina, 3 febbraio, il secondo appuntamento dopo quello inaugurale del 27 gennaio, per un’iniziativa che mira anche all’integrazione di senzatetto, poveri e migranti.

Nasce tutto dall’esperienza decennale di Retake Roma e da un protocollo di intesa «siglato con la mensa della Caritas, la parrocchia, l’associazione SO.R.TE e le istituzioni locali», spiegano due dei responsabili, Marina Peci e Raffaele Malizia. Retake è inoltre presente nel Patto di Comunità stilato dal municipio I, dove sono presenti circa 130 associazioni. Si tratta, spiega Marina Peci, di «associazioni che, in maniera diversificata, si prendono cura dei più bisognosi e dell’ambiente. Riusciamo così a lavorare in sinergia e non fare degli eventi “doppioni”». Il Retake di inclusione sociale di Colle Oppio infatti mira anche a un’inclusione formativa, spiegano gli organizzatori, possibile grazie al riconoscimento di un «tirocinio di reinserimento lavorativo per chi ha perso il lavoro, tramite la cura del verde e la ritinteggiatura dei muri».

La risposta del quartiere è stata abbastanza positiva, racconta Marina. «C’è sempre qualcuno – spiega – che storce un po’ il naso o che pensa che sia un lavoro di competenza solo della politica. Molti altri, invece, si fermano incuriositi e c’è chi chiede informazioni per venire ai prossimi appuntamenti». Il primo mercoledì l’iniziativa ha raccolto più di 100 volontari mentre circa quaranta persone si sono date da fare nella mattinata di ieri e gli organizzatori sono fiduciosi nel continuare con questi numeri.

Impegnarsi qui per sei mesi significa «avere tanto entusiasmo ma anche che il territorio ha bisogno di moltissima cura», racconta Rossella, una giovane volontaria. «Questo è un esperimento a cui partecipo volentieri anche se vengo da un quartiere molto distante. Ed è giusto ribadire – sottolinea la ragazza – che nessuno viene pagato, andiamo avanti esclusivamente grazie al volontariato e siamo assolutamente convinti che la rigenerazione urbana nasca in primis con la rigenerazione sociale».

Il progetto è partito proprio da Colle Oppio per la vicinanza con la parrocchia e la Caritas, che fin da subito hanno accolto positivamente l’idea di collaborare. «Abbiamo messo a disposizione un magazzino per l’attrezzatura – riferisce il parroco padre Lucio Zappatore – e soprattutto abbiamo appoggiato l’idea di riqualificare il territorio e coinvolgere le persone che di solito usufruiscono dei servizi di carità». Molti dei senzatetto coinvolti infatti  sono ospiti fissi della Caritas e del servizio docce della parrocchia. «Alcuni – racconta il parroco – criticano questi servizi perché pensano, a torto, che siano degradanti. Con l’evento di Retake vogliamo far capire che si può essere solidali senza sporcare, lasciare in giro immondizia e anzi prendendosi cura del verde». Non sempre è facile coinvolgere chi vive per strada, chiarisce il sacerdote, «perché è gente ferita e sfiduciata. Vorrebbero sempre avere un tornaconto per comprare qualcosa ma questa volta devo dire che siamo stati tutti piacevolmente sorpresi dalla voglia di questi ragazzi, per lo più migranti o senzatetto, che si sono messi a disposizione con entusiasmo».

4 febbraio 2021