#RicominciamoRoma: dalla protesta alle proposte

Il movimento “Tutti per Roma. Roma per tutti” di nuovo in Campidoglio. Il direttore Caritas don Ambarus: «Sì a dibattito costruttivo per il bene della città»

Costruire una città accessibile, efficiente, inclusiva, sicura e solidale. Otto mesi dopo #Romadicebasta,  il movimento “Tutti per Roma. Roma per tutti” torna in piazza del Campidoglio con #RicominciamoRoma e lancia sette proposte per una città rigenerata, decentrata, produttiva, d’arte e cultura, pulita, verde, con maggiori infrastrutture. Organizzata da Emma Amiconi, Roberta Bernabei e Martina Cardelli, la manifestazione di venerdì 7 giugno è stata appoggiata anche da “Roma Domani”, gruppo fondato da Francesco Carpano, e da numerosi comitati territoriali tra i quali Spin Time Labs, nato nel palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme, dove sabato 11 maggio l’elemosiniere pontificio Konrad Krajewski riattivò la corrente elettrica staccata per morosità. C’erano anche rappresentanti del comitato “Riapertura metro Repubblica”, formato da circa duecento persone tra commercianti di piazza della Repubblica e via Nazionale e residenti.

All’inizio della manifestazione è stato letto un messaggio del direttore della Caritas diocesana don Benoni Ambarus nel quale si assicura che non mancherà «il contributo di idee, di pensiero ed esperienze a un dibattito costruttivo sulla nostra città con tutti coloro che hanno a cuore il bene di Roma». I numeri non sono stati quelli del 27 ottobre, quando piazza del Campidoglio era gremita di persone che protestavano contro la giunta del sindaco Virginia Raggi. Gli organizzatori ne erano ben consapevoli e non sono sembrati sorpresi. «Ce lo aspettavamo – ha affermato Amiconi – ma siamo fieri del lavoro fatto fino ad ora». Intenzionata con gli altri manifestanti «ad andare avanti» perché in questi otto mesi «le cose a Roma sono peggiorate», ha spiegato di «aver provato ad avviare un dialogo con l’amministrazione ma inutilmente. Adesso la protesta è finita, è il momento delle proposte. Dopo la vendemmia di ottobre, adesso abbiamo fatto il distillato».

Tanti gli striscioni sotto al palazzo Senatorio, tra i quali spiccavano quello con la scritta a caratteri cubitali “Ricominciamo Roma” e “Aridatece Marino”. Intervallata dalle note della banda Cecafumo, la serata è stata l’occasione per raccogliere suggerimenti su come migliorare i 15 municipi di Roma. Per Francesco Carpano, nella Capitale è «in atto un importante movimento di promozione civica. Oggi c’è chi ha il coraggio di dire che i problemi ci sono e che si possono risolvere. È necessario svegliarsi perché questa città, convinta che nulla possa cambiare, si è addormentata».

Amiconi e Bernabei non escludono che tra due anni, quando si tornerà alle urne, “Tutti per Roma. Roma per tutti” possa presentarsi alle elezioni come lista civica. «Abbiamo bisogno di leader – hanno detto -, di persone competenti che sappiano come risolvere i tanti problemi che affliggono la città». Il movimento conta 21mila iscritti e si avvale della collaborazione di ricercatori, esperti, tecnici: «Categorie grazie alle quali Roma può rinascere – ha chiosato Amiconi -. La nostra città può farcela e lavorando insieme fuori dalle ideologie, alle prossime elezioni si potrebbe tornare a una sana normalità».

Angelo Mantini, negoziante e presidente del comitato “Riapertura metro Repubblica”, ha spiegato che dal 23 ottobre, giorno in cui la fermata della metro A fu chiusa in seguito al blocco delle scale mobili che provocò feriti tra i tifosi del Cska di Mosca, hanno già chiuso 4 esercizi e un quinto sta per cessare l’attività. «Se tutto va bene la metropolitana riaprirà a settembre – ha detto -. Questa situazione ha aggravato una crisi economica già in atto provocando tra il 50 e il 70% di perdite». Da marzo è chiusa anche la metro Barberini «e questo fa sì che piazza della Repubblica è ormai bypassata dai turisti» ha concluso Cristina Barletta, farmacista.

10 giugno 2019