Rilasciati in Sud Sudan altri 200 bambini soldato

Si aggiungono ai 300 già liberati nel mese di febbraio. L’appello del governatore di Gbudue a tutti coloro che ancora detengono le armi affinché «si uniscano al governo per la pace, lo sviluppo e la stabilità»

Sono oltre 200 – tra cui 95 ragazze – i bambini soldato rilasciati e restituiti alle rispettive comunità lo scorso 28 aprile a Yambio, Capitale dello Stato sudsudanese di Gbudue. È il secondo rilascio, dopo quello dei 300 ragazzi (incluse 75 ragazze) già liberati nella stessa città nel mese di febbraio. Alcuni dei piccoli rilasciati, ha riferito l’emittente radiofonica Catholic Radio Network, «hanno raccontato di essere stati coinvolti in varie attività criminali mentre erano nella foresta. I piccoli erano stati sequestrati a scuola con la promessa di un generoso riscatto in denaro ma in realtà non sono mai stati pagati».

Il governatore di Gbudue Daniel Badagbu Rimbasa si è detto seriamente impegnato a lavorare per portare la pace e la stabilità nello Stato e nel Sud Sudan in generale, per creare un ambiente favorevole per i bambini. L’Agenzia Fides riferisce di una nota dei vescovi cattolici delle nazioni dell’Africa orientale (Amecea) nella quale si legge che «Rimbasa ha fatto appello a tutti coloro che ancora detengono le armi affinché si uniscano al governo per la pace, lo sviluppo e la stabilità».

«I bambini dovrebbero andare a scuola e non essere consegnati ai soldati», ha dichiarato il presidente pro tempre della Commissione per la mobilitazione del disarmo e la reintegrazione del Sud Sudan Claude Obwaha Akasha. I bambini soldato rilasciati, ha precisato, sono stati sottoposti a screening per varie malattie, hanno ricevuto materiale scolastico e saranno impegnati in alcuni corsi di formazione professionale. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per l’Infanzia, ne restano all’incirca altri 19mila, associati a vari gruppi armati in tutto il Paese.

4 maggio 2018