Ritrovamento del corpo di padre Dall’Oglio, Zenari: «Nessuna conferma»

Il nunzio apostolico in Siria raggiunto dall’agenzia Sir. Padre Jallouf, vicario apostolico di Aleppo: «Non abbiamo nessuna informazione precisa a riguardo. Attendiamo di saperne di più». Il gesuita romano era scomparso a Raqqa il 29 luglio 2013

Rimbalza dalla Siria, nelle ultime ore, la notizia del presunto ritrovamento del corpo di padre Paolo dall’Oglio, il gesuita romano scomparso a Raqqa, nel nord del Paese, il 29 luglio 2013. Il religioso si era recato in quella parte della Siria, all’epoca occupata dallo Stato islamico, per trattare la liberazione di alcuni ostaggi. «Il cadavere di un uomo in abiti religiosi che si ritiene possa essere quello di padre Paolo Dall’Oglio è stato ritrovato in una fossa comune nei pressi di Raqqa, in Siria», scriveva ieri, 3 giugno, il settimanale Oggi.

«Non sono in grado di confermare la veridicità o meno della notizia», dice all’agenzia Sir il nunzio apostolico in Siria il cardinale Mario Zenari. A fargli eco, il vicario apostolico di Aleppo padre Hanna Jallouf. «Si tratta di una notizia incerta, impossibile da confermare al momento – dichiara -. Non abbiamo nessuna informazione precisa a riguardo. So di un ritrovamento di una fossa comune dentro alla quale sarebbero stati rinvenuti dei corpi di persone con indosso dei segni religiosi. Attendiamo di saperne di più, di avere certezze prima di esprimerci. Indagini sono in corso. A guidarci in questo momento devono essere la preghiera e la prudenza», conclude.

Una vita spesa per il dialogo e l’incontro interreligioso, quella di padre Dall’Oglio, che nel 1991 aveva riportato in vita il monastero del VI secolo di Mar Musa, a nord di Damasco, rifondando la comunità monastica cattolico-siriaca “Al-Khalil”. Contro di lui il regime di Bashar al Assad aveva anche emesso un decreto di espulsione, dopo che il gesuita aveva tentato di comporre un dialogo in seguito alle sommosse popolari scoppiate proprio per protestare contro il regime.

La Procura di Roma intanto ha delegato i carabinieri del Ros, reparto antiterrorismo, per cercare eventuali riscontri. Attivata anche la Farnesina: fonti del ministero degli Esteri fanno sapere che la fossa comune sarebbe stata trovata da un gruppo di scavatori che fanno capo alle Sdf, Forze democratiche siriane.

4 giugno 2025