«La nostra nazione si rialzerà e si libererà da ogni forma di terrorismo, uccisioni, distruzioni e godrà di sicurezza, stabilità, prosperità economica e sociale». Il patriarca caldeo di Baghdad Luois Raphael Sako scrive alla sua Chiesa, in occasione della commemorazione dei martiri caldei che si svolge, come consuetudine, nel venerdì successivo alla Pasqua. «La Risurrezione e il sangue dei martiri – si legge nel messaggio – sono una fonte di ispirazione e hanno valori spirituali che riempiono la nostra vita di speranza, di dignità umana, di tolleranza e di pace. Ricordare i martiri nel tempo pasquale ci dona speranza, rinnova la nostra fiducia nella vita e realizza i nostri desideri».

Dal patriarca anche un’esortazione ai fedeli e ai sacerdoti a lavorare «di squadra perché la nostra forza si basa sull’unità. È questo l’unico modo per apportare cambiamenti». Ancora: «I cristiani sono chiamati anche ad essere impegnati nella loro patria “sacra”, nella convinzione profonda che le buone azioni, l’amore e la pace alla fine supereranno l’ingiustizia». Quindi un richiamo, sulla scia dell’insegnamento di Papa Francesco, all’importanza di servire e amare il prossimo, seguendo l’esempio di Cristo. «Dobbiamo trovare il modo per dare più aiuto, stabilità e benessere alle persone, dopo tutte le angosce che hanno sofferto per il terrorismo e la distruzione», le parole di Sako. Per il patriarca, questo significa anche «ricostruire i villaggi e le città distrutte dal conflitto per permettere agli sfollati interni il ritorno alle loro case. Abbiamo bisogno di preservare il numero restante dei cristiani rimasti in Iraq – conclude Sako – e di aumentare, da un lato i contatti tra clero e fedeli e, dall’altro, tra questi e i fratelli di altre religioni, per allontanare in tal modo l’oscurità da questa terra di civiltà».

5 aprile 2018