San Pietroburgo, i sacerdoti ortodossi negli ospedali con i feriti nell’attentato
Lutto cittadino fino al 6 aprile. La metropolia: «Persone in stato di shock». Manifestazione per le vittime. Le Chiese ortodosse al patriarca Kirill
Lutto cittadino fino al 6 aprile. La metropolia: «Persone in stato di shock». Manifestazione per le vittime. I messaggi delle Chiese ortodosse al patriarca Kirill
Sono ancora una quarantina i feriti che restano negli ospedali di San Pietroburgo, vittime dell’attentato che lunedì 3 aprile ha colpito la metropolitana della città. Ancora da identificare una delle 14 vittime. A darne notizia è la stampa locale, che informa anche che le autorità hanno preso a carico l’assistenza dei familiari delle vittime e dei feriti provenienti da altre regioni della Federazione e un conto è stato aperto per raccogliere donazioni. I sacerdoti ortodossi che lavorano nei 4 ospedali in cui sono stati ricoverati i feriti hanno già fatto loro visita. «Le persone sono in stato di shock – racconta uno di loro attraverso il sito interne della metropolia -, quindi stiamo solo accanto a loro. Quando sarà possibile il dialogo, cercheremo di capire di chi e di che cosa hanno bisogno». Anche l’ufficio diocesano per la carità offre aiuto materiale e spirituale ai feriti e alle famiglie delle vittime.
Oggi, mercoledì 5 aprile, alle 12, nella Cattedrale della Trinità a San Pietroburgo si è svolto un servizio commemorativo per le vittime dell’attentato; si è pregato e si sono ricordati anche i nomi dei morti negli attentati a bordo del volo Sharm El Sheikh – San Pietroburgo il 31 ottobre 2015 e sul treno Mosca – San Pietroburgo il 27 novembre 2009. Stasera alle 20 al Campo di Marte (Marsovo polie) ci sarà una manifestazione per le vittime. I partecipanti sono inviati a portare le candele per formare la scritta “14:40”, l’ora dell’esplosione nella metropolitana. Fino a domani vigerà il lutto cittadino, e anche il sito web della città ora gira in bianco e nero.
Intanto molti primati delle Chiese ortodosse hanno inviato messaggi al patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill. Il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli ha scritto di aver ricevuto «con cuore sofferente la notizia degli attacchi terroristici nella storica città di San Pietroburgo», e di pregare perché «il Signore della vita» conceda «pace all’umanità e salvezza alle nostre anime». «L’esperienza dell’insensata violenza, perpetrata senza discriminazione, è nota ormai a troppi, oltre i confini geografici e culturali – scrive il metropolita di America e Canada Tikhon -. La sofferenza, il dolore, la paura e l’affanno di questi eventi sono sopportabili solo con l’amore offerto nelle comunità di fede».
Cordoglio esprime l’arcivescovo di Carelia e di tutta la Finlandia Leo; da Gerusalemme, il patriarca Teofilo III assicura preghiera e sostegno, mentre «condanna con forza questo atto efferato e criminale». Per il patriarca Serbo Irinej «questa è una grande tragedia non solo per il popolo russo, ma anche per tutto il mondo, che è di fronte a un grande e comune male: la mancanza di amore». Dalla Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia, l’arcivescovo Rostislav prega «per le vittime innocenti, perché il Signore misericordioso, che ha bevuto fino in fondo il calice della sofferenza, del tradimento e della morte in croce, faccia riposare le anime» di coloro che sono morti nell’attentato.
5 aprile 2017

