Sant’Egidio: l’Ucraina senza pace e la solidarietà, «risposta alla guerra»

Duemila le tonnellate di aiuti umanitari inviate dall’inizio del conflitto. L’appello: «Accrescere il sostegno alla popolazione civile». Il 23 febbraio la preghiera per la pace

A quasi 2 anni dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che ha dato inizio alla guerra su vasta scala, il 24 febbraio 2022, la Comunità di Sant’Egidio accende i riflettori sul «dramma che stanno vivendo milioni di ucraini: un’emergenza – affermano – che si aggrava giorno dopo giorno, con oltre 5 milioni di sfollati interni, mentre si affievolisce il flusso degli aiuti umanitari». E nel frattempo, i combattimenti proseguono, con nuove vittime e nuove distruzioni.

«L’eternizzazione della guerra provoca paradossalmente anche questo: una mobilitazione internazionale più debole rispetto a quella che invece, nei primi mesi del conflitto, era riuscita a fare arrivare in Ucraina un ingente sostegno», evidenziano da Sant’Egidio, che è presente nel Paese da trent’anni  con comunità composte da cittadini ucraini, che in questi due anni, pur condividendo le sofferenze, le paure, i disagi di tutta la popolazione, hanno realizzato un’estesa rete di aiuti umanitari. Basti pensare che ogni settimana migliaia di pacchi alimentari sono consegnati alle famiglie di sfollati e inviati nelle regioni meridionali e orientali del Paese, più esposte alle azioni belliche. Circa 330mila le persone raggiunte in questi due anni.

A renderlo possibile, sottolineano dalla Comunità, è «una catena di solidarietà che parte dall’Italia e da altri Paesi europei e che non può interrompersi finché dura il conflitto. Nel centro di coordinamento delle iniziative umanitarie di Sant’Egidio, realizzato a Leopoli, vicino al confine con la Polonia – informano -, sono giunti finora dall’Italia e da diversi Paesi europei 127 carichi di aiuti umanitari, pari a 2mila tonnellate, per un valore complessivo di oltre 23 milioni di euro. Cibo, abbigliamento, coperte, prodotti per l’igiene personale, ma anche medicinali e materiale sanitario». Da Leopoli Sant’Egidio ha spedito farmaci, anche salvavita, a «209 strutture sanitarie, 90 amministrazioni locali, 54 istituti per bambini, anziani e disabili e numerosi centri di accoglienza per profughi anche nelle aree più remote del Paese. La stima delle persone che hanno usufruito di questi aiuti sanitari è di circa 2 milioni».

Se è vero insomma che l’Ucraina ha bisogno di pace, «la solidarietà ne tiene viva la speranza, quando tutto intorno parla di morte – riflettono dalla Comunità -. Per alimentarla c’è bisogno di un sostegno largo e generoso, che non può indebolirsi ma al contrario deve rafforzarsi: a due anni dall’inizio della guerra non dimentichiamo l’Ucraina – è l’appello -, perché l’aiuto umanitario, ne siamo convinti, è realizzare già da oggi un pezzo di pace e di futuro». Chiunque voglia contribuire al sostegno della popolazione civile ucraina può farlo visitando il sito di Sant’Egidio.

Alla vigilia del secondo anniversario della guerra poi, venerdì 23 febbraio, la solidarietà si farà preghiera, con la veglia in programma alle 20 nella basilica di Santa  Maria in Trastevere.

20 febbraio 2024