Sant’Egidio presenta la “Guida Michelin dei poveri”

Edizione numero 33 per “Dove mangiare, dormire, lavarsi”. Il presidente Impagliazzo: nel 10% della poplazione sotto la soglia di povertà, «volti, persone e storie». L’appello alla politica: «Ampli i numeri del decreto flussi». Al 45586 le donazioni per le iniziative di Natale

Basterebbero i numeri a spiegare l’importanza della guida della Comunità di Sant’Egidio “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, giunta alla 33ª edizione. Ben 280 pagine di indirizzi e suggerimenti in cui sono segnalati 35 dormitori, 33 mense – di cui 29 totalmente gratuite -, 28 luoghi in cui lavarsi, 4 case di accoglienza per familiari di malati ricoverati e tanto altro ancora. Ma la cosiddetta “guida Michelin dei poveri” va oltre, perché, come ha spiegato nella presentazione il presidente della Comunità Marco Impagliazzo, è un «lavoro comune, scritto a più mani, non solo da chi aiuta ma anche da chi è aiutato». È il motivo per cui all’incontro è stato dato il titolo “La solidarietà è un investimento”.

«Quest’anno – ha spiegato Impagliazzo – ricorrono i 40 anni del pranzo di Natale. È appena uscito un libro, per le Edizioni San Paolo, che si intitola appunto “Il pranzo di Natale” e che racconta le motivazioni profonde, sociali e soprattutto spirituali che dal 1982 ci hanno spinto ad avviare questa grande esperienza. Inizialmente piccoli gruppi, nella basilica di Santa Maria in Trastevere. Negli ultimi anni siamo arrivati a 250mila persone nel mondo. Il Natale è per tutti, ma come fa chi non ha una famiglia, chi è anziano, che è solo, a gioire? Questa è la domanda che ci siamo fatti 40 anni fa e che ci accompagna ancora oggi. Il pranzo non si è mai interrotto; anche durante la pandemia abbiamo organizzato momenti di distribuzione dei regali e di incontro familiare, per quanto possibile. Ne siamo contenti e fieri». Per sottolineare il valore di questa iniziativa, Impagliazzo ha citato una frase di Benedetto XVI, ripresa anche da Papa Francesco: «”Qui si confonde chi serve e chi è servito”. Per questo – ha aggiunto – dico che la solidarietà è un investimento, non cala dall’alto, c’è comprensione profonda perché si sta a tavola insieme».

L’incontro è servito anche fare il punto sulla situazione di grave crisi: le conseguenze della pandemia, la crisi economica mondiale, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina, le bollette del gas lievitate, tante famiglie in difficoltà. A soffrire di più sono le famiglie monoreddito, donne sole con bambini, anziani le cui pensioni sono basse o persone con lavoro precario. Ma dietro i 5,6 milioni di persone sotto la soglia di povertà – il 10% della popolazione in base ai dati Istat – «ci sono volti, persone, storie – ha sottolineato Impagliazzo -. Non sono solo numeri e lo voglio ricordare alla politica, non al governo, ma al mondo che fa le leggi, che dovrebbe avere un rapporto diretto con i cittadini. La politica non si fa nei dibattiti tv e sui social, deve rendersi conto delle reali esigenze delle persone. Per questo il volontariato è un investimento: non parla sulla realtà ma parte dalla realtà. Non è ideologico ma ha una visione vera dei problemi e sa anche indicare le soluzioni».

Il presidente di Sant’Egidio ha ricordato l’esperienza di Housing First che ha permesso a tante persone di trovare una casa e reinserirsi nella società civile. Da qui due appelli. Il primo ai cittadini, per unirsi a sostenere l’azione dei volontari, donando tempo o risorse per togliere le persone dalla strada. Il secondo, pressante, alla politica perché ampli i numeri del decreto flussi. L’ultimo prevedeva 69.700 permessi, assolutamente insufficienti (anche perché molti lavoratori non sono arrivati) non solo per le imprese ma anche per le famiglie, nel settore della cura della persona: infermieri, assistenti domiciliari, badanti.

Nel frattempo, l’impegno della Comunità continua a essere costante. I Centri distribuzione hanno offerto 600mila pacchi di aiuti in tutta Italia dall’inizio pandemia, 3 volte più del passato; 250mila dall’inizio dell’anno in 30 città italiane. Sono stati serviti oltre 1 milione di pasti e 650mila cene itineranti. «Ci aspettiamo – ha concluso Impagliazzo – che in vista del Natale tanti si uniscano a noi e alle associazioni che si occupano di questi temi». Da segnalare, infine, il numero 45586 attivo per donazioni fino al 27 dicembre, per offrire «un contributo che garantisca un pranzo di Natale buono e regali a chi verrà», tra cui «tante donne e bambini ucraini che la Comunità sta accogliendo e che non dobbiamo dimenticare perché è diminuita la soglia di attenzione nei confronti di chi sta soffrendo in quella terra».

5 dicembre 2022