Sant’Egidio: verso la beatificazione il congolese Floribert Bwana Chui

Martire della corruzione, venne ucciso a 26 anni, nel luglio 2007, a Goma. Il martirio riconosciuto nel novembre 2024 da Francesco. La celebrazione il 15 giugno a San Paolo con il cardinale Semeraro

Martire della corruzione. Era il luglio del 2007 quando Floribert Bwana Chui veniva torturato e ucciso, a 26 anni, a Goma, nella Repubblica democratica del Congo. La sua “colpa”: essersi rifiutato di lasciar passare alla dogana alla frontiera con il Ruanda – di cui era funzionario – carichi di cibo avariato, che avrebbero messo a rischio la vita dei più poveri. Un martirio “in odio alla fede”, il suo, riconosciuto nel novembre 2024 da Papa Francesco e che il prossimo 15 giugno lo condurrà alla beatificazione.

Ne dà notizia la Comunità di Sant’Egidio, alla quale Floribert apparteneva, essendo attivo da quando era universitario nella Scuola della Pace di Goma: la Messa per la beatificazione si svolgerà alle 17.30 nella basilica di San Paolo fuori le Mura, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del dicastero per le Cause dei santi. Prevista la partecipazione di alcuni rappresentanti della diocesi di Goma, e di altri membri della Chiesa congolese, tra cui il cardinale arcivescovo di Kinshasa Fridolin Ambongo.

«Rendiamo grazie per la testimonianza di fede e santità di questo giovane, che condivideva la vita della Comunità nell’amore per i poveri e nella protezione dei più piccoli – si legge nella nota diffusa da Sant’Egidio -. La sua resistenza al male è un segno di speranza e di resurrezione per la martoriata regione del Kivu, attraversata da anni da una dolorosa guerra civile, aggravatasi negli ultimi mesi, ma anche per tutti i giovani del continente che rappresentano la grande maggioranza della sua popolazione».

Dalla Comunità ricordano anche l’intervento di Francesco, il 2 febbraio 2023, allo stadio dei martiri di Kinshasa, nel corso della sua visita nella Repubblica democratica del Congo, quando ai giovani aveva additato proprio Floribert come modello. «Poteva lasciare andare, non lo avrebbero scoperto e ci avrebbe pure guadagnato – aveva detto riferendosi alla sua scelta di bloccare i carichi di cibo avariato -. Ma, in quanto cristiano, pregò, pensò agli altri e scelse di essere onesto, dicendo no alla sporcizia della corruzione. Questo è mantenere le mani pulite, mentre le mani che trafficano soldi si sporcano di sangue. Se qualcuno ti allungherà una busta, ti prometterà favori e ricchezze, non cadere nella trappola, non farti ingannare, non lasciarti inghiottire dalla palude del male – l’esortazione di Bergoglio ai ragazzi -. Non lasciarti vincere dal male, non credere alle trame oscure del denaro, che fanno sprofondare nella notte. Essere onesti è brillare di giorno, è diffondere la luce di Dio, è vivere la beatitudine della giustizia: vinci il male con il bene!».

21 maggio 2025