Save the Children: «I bambini i più colpiti dalla crisi economica portata dalla pandemia»
A parlare è Raffaela Milano (Programmi Italia – Europa). «Potenziare le risorse educative, per spezzare il circolo vizioso tra povertà educativa e materiale»
Parla dei dati Istat sulla povertà assoluta in Italia, Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia – Europa di Save the Children, commentando il «gravissimo aumento» del numero di bambini che vivono in questa condizione: il più alto mai registrato nella serie storica dal 2005. «Questi numeri – le parole di Milano – confermano l’allarme lanciato qualche giorno fa: nel nostro Paese sono proprio i più piccoli a subire, rispetto a tutte le altre fasce di età, gli effetti più devastanti della crisi economica prodotta dalla pandemia».
Save the Children aveva rilanciato solo pochi giorni fa la campagna “Riscriviamo il Futuro” che quest’anno vede proprio bambine, bambini e adolescenti come protagonisti assoluti, per dare loro voce e denunciare la condizione di povertà economica ed educativa che ha colpito i minori durante l’emergenza Covid. «Non possiamo accettare che in Italia un milione e trecentomila bambini, bambine e adolescenti vivano in condizioni di povertà assoluta, senza l’indispensabile per condurre una vita quotidiana dignitosa – sostiene la direttrice dei Programmi Italia- Europa -. È indispensabile l’avvio immediato di un piano di contrasto alla povertà minorile che sostenga i bambini in tutte le dimensioni della loro crescita, dal diritto alla salute a quello all’istruzione». Per Milano, «gli strumenti che si stanno mettendo in campo in questa fase, dal Piano nazionale ripresa e resilienza fino al nuovo dispositivo della “Child Guarantee” appena varato al livello europeo, devono assumere questo come obiettivo prioritario per scongiurare un drammatico aumento delle disuguaglianze».
Ancora, nei dati Istat Milano vede anche la conferma di come l’istruzione rappresenti un «fattore protettivo» di fronte al rischio povertà. «Per spezzare il circolo vizioso tra povertà educativa e povertà materiale – prosegue -, è fondamentale in questo periodo di crisi potenziare tutte le risorse educative, nelle aree più deprivate del Paese, per prevenire il rischio di un forte aumento della dispersione scolastica e, con questo, un ulteriore aumento del rischio di povertà tra i giovani adulti».
Intanto sono già più di 6.700 le persone che hanno firmato il Manifesto di Save the Children per combattere la povertà educativa e digitale, attraverso la campagna “Riscriviamo il Futuro”. L’obiettivo è di raggiungere e garantire un sostegno continuativo alle famiglie con bambini più colpite dalla crisi entro il 2023, sia in termini di risposta materiale ed economica immediata, sia come accompagnamento di lungo periodo verso il recupero dell’autonomia. Continuando ad assicurare un sostegno educativo e psicosociale in ambito scolastico ed extrascolastico a tutti i bambini e adolescenti raggiunti nei primi mesi di intervento e intercettando i minori e i nuovi studenti più a rischio attraverso la propria rete di centri e scuole diffuse su tutto il territorio nazionale.
17 giugno 2021

