Save the Children riprende le attività a Kandahar

Ripartono, nella città del sud Afghanistan, i programmi salvavita. Raggiunte, dall’inizio dell’anno, 146mila persone. «Speriamo di ripartire anche in altre zone»

Ripartono da Kandahar, nel sud dell’Afghanistan, i programmi salvavita di Save the Children, interrotti a metà agosto a motivo dell’escalation di violenza nel Paese. Da ieri, 14 settembre, la squadra sanitaria mobile dell’organizzazione presente nella città ha ripreso a fornire servizi sanitari e nutrizionali essenziali per i bambini e per le loro famiglie nelle aree rurali, compreso il trattamento per la malnutrizione e i servizi di immunizzazione vitali per proteggere i piccoli da infezioni e malattie. Il tutto, con i controlli necessari per assicurare che il personale maschile e femminile possa operare in piena sicurezza.

Dall’inizio dell’anno, Save the Children – presente nel Paese dal 1976 – ha raggiunto con i servizi salvavita erogati a Kandahar oltre 146mila persone, tra cui più di 35.600 bambini. Già prima delle violenze scaturite dalla presa di potere dei talebani, si prevedeva che quest’anno 5,5 milioni di bambini afghani avrebbero affrontato livelli emergenziali di fame e che la metà di tutti i bambini al di sotto dei 5 anni avrebbe sofferto di malnutrizione acuta. Nelle parole di Chris Nyamandi, direttore di Save the Children in Afghanistan, «è rassicurante poter tornare al lavoro fornendo ai bambini e alle loro famiglie a Kandahar i nostri servizi sanitari e nutrizionali salvavita. Speriamo di poter riprendere il prima possibile i nostri interventi anche in altre parti del Paese – aggiunge -. Non si può ignorare una realtà drammatica: in questo momento migliaia di famiglie sfollate dormono all’aperto senza cibo o cure mediche e sono costrette a vendere il poco che hanno per comprare solo misere quantità di cibo per i loro figli. L’inverno rigido dell’Afghanistan è alle porte e milioni di bambini potrebbero soffrire di malnutrizione e malattie nei prossimi mesi. È fondamentale raggiungerli il prima possibile».

15 settembre 2021