Sciolti in Myanmar 40 partiti
Borrell (Ue): «Palese mancanza di rispetto da parte del regime militare per la democrazia e per i diritti». Serve un «processo politico inclusivo». Sostegno all’Asean
«Una palese mancanza di rispetto da parte del regime militare per la democrazia e per i diritti e i desideri della popolazione del Myanmar, a dimostrazione della determinazione del regime militare a sradicare qualsiasi opposizione democratica e pacifica al suo governo». L’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell commenta così la decisione assunta il 28 marzo dalla Commissione elettorale dell’Unione del Myanmar di sciogliere quaranta partiti politici, tra cui la Lega nazionale per la democrazia. La ragione addotta: la mancanza di registrazione di questi partiti come prevede la “Legge sulla registrazione dei partiti politici” del regime militare.
Tra le espressioni politiche sciolte, anche quelle che hanno ottenuto i voti della stragrande maggioranza dei cittadini del Myanmar nelle elezioni dell’8 novembre 2020 e i cui leader politici sono stati arrestati in seguito al colpo di stato militare e rimangono in prigione. Nelle parole di Borrell, «solo un processo politico inclusivo», che coinvolga tutte le parti interessate in Myanmar, «potrà far uscire il Paese da una crisi che si protrae da tempo e aprire la strada a un significativo processo democratico che rispecchi veramente la volontà del popolo birmano e contribuisca così alla riconciliazione interna e alla stabilità». Da parte dell’Ue ribadito anche il sostegno agli sforzi dell’Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) nella ricerca di una soluzione pacifica al conflitto.
31 marzo 2023

