Scuola, le ideologie gender «non rientrano tra le conoscenze»
Dal ministero dell’Istruzione una circolare per fornire chiarimenti utili a fugare i dubbi dei genitori, tra i quali «si è riscontrata forte preoccupazione»
Dal ministero dell’Istruzione una circolare per fugare i dubbi dei genitori, tra i quali «si è riscontrata forte preoccupazione». Nessuna pratica «estranea al mondo educativo»
Dal ministero dell’Istruzione, università e ricerca arriva una presa di posizione chiara: «Tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né ideologie “gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo». È quanto si legge in una circolare diffusa ieri, mercoledì 16 settembre, con lo scopo di «fornire ulteriori chiarimenti» utili a fugare i dubbi dei genitori. In concreto, si tratta di smentire la «presunta possibilità di inserimento all’interno dei Piani dell’offerta formativa delle scuole della cosiddetta Teoria del gender che troverebbe attuazione in pratiche e insegnamenti non riconducibili ai programmi previsti dagli attuali ordinamenti».
All’origine della confusione, secondo il ministero, la «risonanza mediatica di informazioni non sempre corrette e obiettive», insieme a una «non corretta interpretazione del comma 16 della legge 107/2015 di Riforma su La Buona Scuola». Il comma in questione recita: «Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori».

