Sea Watch, associazioni scrivono a Conte: urgente porto sicuro

La diocesi di Torino pronta ad accogliere i 42 migranti a bordo della nave da quasi due settimane. Il cardinale Montenegro: «Le leggi devono rispettare gli esseri umani»

«Apprezziamo che nei giorni scorsi l’Italia abbia consentito lo sbarco di bambini, donne incinte e altre persone vulnerabili. Resta tuttavia di urgenza inderogabile che tutte le persone a bordo, in particolare i minorenni e le altre persone vulnerabili, possano toccare terra in un porto sicuro nel minor tempo possibile e che alle valutazioni politiche venga anteposta la tutela della vita e dell’incolumità degli esseri umani». È quanto scrivono 40 associazioni e organizzazioni impegnate per la tutela dei diritti dei minorenni, dei rifugiati e dei migranti in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, facendo riferimento alle 42 persone a bordo della nave Sea Watch, in mare da quasi due settimane.

Tra i firmatari della missiva Amnesty International Italia, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione 21 Luglio, Centro Astalli, Cittadinanzattiva, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Medici Senza Frontiere, Oxfam, Salesiani per il Sociale, Save The Children Italia.
Ricordando le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, i 40 firmatari chiedono che l’Italia adempia ai suoi doveri di solidarietà, assistenza e accoglienza, così come previsto dalla Costituzione Italiana e dal diritto internazionale.

Sottolineando come la Sea Watch non possa ottemperare all’ordine di ricondurre le persone salvate in Libia, in quanto porto non sicuro, le organizzazioni firmatarie dell’appello evidenziano la necessità che l’Italia e gli altri Stati coinvolti collaborino attivamente al completamento delle operazioni di soccorso con il rapido approdo in un porto sicuro di tutte le persone a bordo e chiedono al Presidente Conte di ricorrere alle sue responsabilità per fare sì che le operazione di sbarco possano essere condotte nelle prossime ore, assicurando l’opportuna immediata presa in carico dei minorenni ancora a bordo e di tutte le altre persone bisognose di cure e supporto.

E mentre la diocesi di Torino si rende disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato i migranti della Sea Watch, come dichiarato dall’arcivescovo Cesare Nosiglia, il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, definisce «incomprensibile» la vicenda della nave Sea Watch. Le leggi «dovrebbero essere fatte per rispettare gli uomini – ha detto in una intervista al Sir – invece a quanto pare ci dimentichiamo di avere davanti a noi degli esseri umani. La cosa più logica sarebbe farli sbarcare e poi decidere dove accoglierli. L’Europa è così grande, non credo che così poca gente possa mettere in crisi un continente. Stiamo cavalcando il cavallo dell’odio. La cosa più triste è che se una persona ha un’idea tutti possono permettersi il lusso di insultare. Ci stiamo incamminando verso la via della prepotenza e del Far West. Quello che ha la pistola più veloce spara per primo».

25 giugno 2019