Seimila alla Corsa di Miguel, tra sport e solidarietà
Tra i partecipanti anche i podisti di Athletica Vaticana, al loro esordio ufficiale. Ventesima edizione dell’iniziativa intitolata al poeta-maratoneta argentino ucciso durante la dittatura di Videla
Sfiorano quota 6mila i podisti per la Corsa di Miguel. Per la 20esima edizione partenza ieri mattina, 20 gennaio, per la corsa competitiva e non competitiva di 10 km dallo Stadio dei Marmi Pietro Mennea, per la Strantirazzismo di 3 km dal Ponte della Musica. Per tutti arrivo allo Stadio Olimpico. Il maratoneta-poeta argentino desaparecido Miguel Sanchez, ucciso nel 1978 per le sue idee durante la dittatura argentina di Videla, vive nelle gambe di questi atleti. La sua storia fu scoperta per caso da un giornalista della Gazzetta dello Sport, Valerio Piccioni, che ogni anno la organizza insieme al Club Atletico Centrale e all’assessorato alle Politiche sportive di Roma.
Esordio ufficiale per l’Athletica Vaticana, la prima associazione sportiva del Vaticano, affiliata alla Fidal. 20 i partecipanti: 14 alla corsa competitiva, tra cui suor Marie Theo, della congregazione romana di San Domenico e 6 alla non competitiva. Tra loro anche il presidente monsignor Melchor Sanchez, sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura. «Abbiamo vissuto una grande emozione, sofferta per la pioggia». Anzi, «dopo che ti sei bagnato dici “Avanti tutta”. Una sorpresa l’accoglienza e la solidarietà degli altri club anche durante la gara». Gli atleti vaticani dovranno allenarsi un po’: il primo si è piazzato 88esimo.
Tra i veterani Martin Samples. L’atleta paralimpico argentino è partito con il pettorale n. 1. Perse una gamba nel 1995 durante una gara di motociclette. Ha partecipato alla corsa nel 2002, dove a causa del sudore si sfilò la protesi e percorse saltando gli ultimi 350 metri. Poi nel 2003, nel 2013 e oggi con il tempo di un’ora e quindici minuti. A scandirgli il ritmo, accanto a lui, Claudio Romano della Cat sport.
Il Club Atletico centrale Roma sette anni fa ha aperto alla disabilità e ne fanno parte persone affette da autismo e disturbi relazionali. Leonardo Zerulo, istruttore, spiega: «Abbiamo iscritti dai 6 ai 50 anni che aspettano questo appuntamento tutto l’anno. Hanno dimostrato che possono correre da soli. Quando sono arrivati non riuscivano ad attraversare la strada senza la mamma». Autonomia e autostima sono la benzina. «Lavoriamo anche con i genitori», continua Zerulo. Il papà di Matteo Di Ianni ha un rammarico: «Essermi accorto per caso del grande aiuto dello sport. Io ho sempre corso e mi ero preparato per andare a Villa Doria Pamphilj. L’assistente sociale ebbe un incidente e portai Matteo con me. Da quel giorno è cambiato. Prima teneva sempre una mano davanti agli occhi, ora invece va da solo a correre e saluta tutti. Se lo avessi scoperto quando era più piccolo le nostre vite sarebbero state migliori».
È presente anche la Croce Rossa con il Centro di Rieducazione motoria che ha partecipato alla tre Km. La responsabile dei volontari, Mara Elda De Leonardis racconta: «Partecipiamo da due anni a questa corsa e alle non competitive accessibili. Molti di loro non hanno familiari, ma i tutori comunali». Anche i Comici Camici hanno dato supporto con la loro presenza. La cooperativa Auxilium ha raccolto coperte per i senza tetto.
La corsa per famiglie e scuole ha visto Massimo Antonelli, ideatore della squadra multietnica giovanile Tam Tam basket di Castelvolturno, partire con il pettorale n. 1. I vincitori. Said El Otmani, dell’Esercito, con 30’11”, secondo e terzo posto per Michele Fontana (30’17”) e Luca Parisi (30’20”). Tra le donne primeggia, sempre per l’esercito, Laila Soufyane con 33’34’’ che arriva a 4 successi. Secondo e terzo posto per Costanza Arpinelli (34’47”) e Beatrice Mallozzi (35’11”).
21 gennaio 2019

