Senza dimora: al Tuscolano il centro d’accoglienza di Sant’Egidio

Realizzato con il sostegno di Comune e municipio, è attivo dal 23 dicembre. «Un segno del Natale». Oltre 300 le persone accolte dalla Comunità negli ultimi anni

Chi provvede a cucinare un pasto caldo, chi porta l’occorrente per la notte e chi, semplicemente, tiene compagnia e ascolta confidenze e storie di una vita. Sono tanti i volontari che orbitano nel nuovo centro di accoglienza notturna per le persone senza fissa dimora gestito dalla Comunità di Sant’Egidio al Tuscolano. Realizzato con il sostegno del Comune e del municipio VII, ha aperto le porte la notte del 23 dicembre. «Un segno del Natale», lo definiscono da Sant’Egidio, arrivato proprio alla vigilia dei primi giorni di freddo intenso del nuovo anno. L’obiettivo: offrire un tetto e qualcosa da mangiare. Vale a dire, «restituire dignità», anche con gesti semplici come quelli legati all’accogliere, accolti sempre con gratitudine. Come semi di speranza.

«Finalmente posso mangiare tutti i giorni», commenta uno degli ospiti, al quale subito si aggiunge l’eco di un altro: «Qui è il Paradiso terrestre! Finalmente posso dormire tranquillo». F., riferiscono ancora dalla Comunità, il mattino dopo la prima notte passata al caldo tra le mura del centro è andato a tagliarsi barba e capelli, perché finalmente può «stare ordinato», come dice lui. Arriva dal Bangladesh invece un altro degli ospiti, un giovane, accolto quando era appena uscito dall’ospedale, con i punti ancora da rimuovere, pronto ad andare a dormire in un parco. «Per lui e per tanti sarà un inverno diverso, più caldo, grazie a uno sforzo a realizzare più centri, date le costrizioni imposte dalla pandemia e l’obiettivo di rendere capillare questa forma di intervento a protezione degli “invisibili” che vivono in tanti punti della città», osservano da Sant’Egidio.

E l’impegno a salvare la vita delle persone senza casa durante l’emergenza freddo può essere sostenuto da tutti, direttamente online o prendendo contatti con la Comunità attraverso il modulo disponibile sul sito. «La strada non può essere una condanna – affermano i responsabili -. Per questo continuiamo a girare la sera con pasti caldi e coperte. Per questo, cerchiamo soluzioni abitative dignitose per tutti». Fino a oggi, ricordano, sono circa 300 gli ex senza fissa dimora che hanno trovato una casa nelle convivenze e nei rifugi notturni aperti da Sant’Egidio negli ultimi anni. Ma in questo inverno ancora segnato dagli effetti della pandemia, la voce di Sant’Egidio si alza ancora in un nuovo appello contro l’indifferenza, rivolto a tutti i cittadini e alle istituzioni, per trovare soluzioni alloggiative adatte a tutti.

1° febbraio 2022