Senza dimora: con “Housing first” aiutate 14 persone

Il primo bilancio di Cisco e Comunità di Sant’Egidio, a un anno dall’avvio operativo del progetto, in collaborazione con fio.PSD. «Prima la casa»

«Prima la casa»: è questo il significato dell’espressione “Housing first”, a dire di un approccio al problema delle persone senza dimora che «partendo dall’offerta di un alloggio stabile, affronta man mano le loro problematiche specifiche: mancanza di lavoro, dipendenze, problemi di salute, carenza di reti di relazione e così via». Comunità di Sant’Egidio e Cisco tracciano un bilancio del progetto “Housing first”, a un anno dall’avvio operativo: l’iniziativa è rimasta «pienamente nei tempi e obiettivi previsti – si legge in una nota diffusa dalla Comunità – ed è stata una risposta anche all’emergenza causata dalla pandemia».

Nei cinque appartamenti finora reperiti a Roma sono state ospitate 14 persone. A oggi, due hanno trovato lavoro dopo l’ingresso nella casa e un’altra ha già terminato il progetto e raggiunto la piena autonomia. Nei progetti Housing First, spiegano ancora da Sant’Egidio, «le persone senza dimora vengono inserite in alloggi, con configurazioni differenti + per famiglie, per singoli in piccole convivenze e così via – , fornendo loro l’assistenza materiale e un accompagnamento che con l’aiuto dei volontari della Comunità di Sant’Egidio punta a un supporto pratico». L’obiettivo è quello di «aiutare a recuperare le abilità necessarie nel contesto di un percorso che porta ad affrontare le difficoltà personali e a dare accesso a diritti e servizi, per raggiungere una condizione di progressiva autonomia».

I cinque alloggi oggi accolgono una coppia, una famiglia di quattro persone, otto singoli che vivono in condivisione in tre degli appartamenti. Queste persone hanno storie differenti: alcune provengono da lunghi anni di marginalità, altri invece si sono trovati solo recentemente in difficoltà. Per Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia e vice presidente di Cisco Sud Europa, «dare alle persone gli strumenti per essere protagoniste della propria vita è fondamentale se vogliamo costruire un futuro inclusivo, che offra opportunità davvero a tutti. Noi ci occupiamo di tecnologia – ha aggiunto – e la tecnologia è qualcosa che plasma per molti aspetti il mondo in cui viviamo e ha il potere di incidere su di esso in modo significativo. Per questo abbiamo deciso di dare non solo un sostegno economico ma anche di mettere a disposizione ciò che sappiamo fare, le nostre competenze, i nostri programmi di formazione».

Parla di «modello riuscito di accoglienza» il portavoce di Sant’Egidio Roberto Zuccolini. «I risultati di questo primo anno ci incoraggiano ad ampliare il progetto – afferma -: la strada non è mai una condanna. Ma per aiutare le persone a cambiare vita è indispensabile un paziente accompagnamento da parte dei volontari». Soddisfazione anche nelle parole di Cristina Avonto, presidente fio.PSD: «Siamo lieti di poter contribuire alla conoscenza e diffusione dell’Housing First anche nella bella collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio e il supporto strategico di Cisco».

29 gennaio 2021