• facebook
  • X
  • 31 Agosto 2026
  • Home
  • Archivio in PDF
  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Contatti
  • Diocesi di Roma

RomaSette, l'informazione della Diocesi di Roma RomaSette, l'informazione della Diocesi di Roma - Notizie sulla città e la Diocesi di Roma

generali_cattolica
  • SEZIONI
    • Papa
    • In Diocesi
    • In città
    • Cultura e Società
    • Giovani
    • Famiglia
    • Solidarietà
    • In Italia
    • Dal mondo
    • Salute
    • Web
    • Sport
  • CULTURA
    • Arte
    • Cinema
    • Libri
    • Musica
  • RUBRICHE
    • Il Vangelo nella città
    • La storia della diocesi
    • Le donne nella Bibbia
    • #4contiinfamiglia
    • #quindiciventi
    • Al servizio della famiglia
    • Ritratti romani
    • Economia sostenibile
    • Viaggio nei monasteri
    • Playlist
    • La trappola dell’occulto
  • TREND TOPIC ▷
  • LEONE XIV
  • NUOVI VESCOVI
RomaSette
  • Home
  • Dal mondo
  • Siria: dagli Usa l’accusa di «sterminio di massa» per Assad

Siria: dagli Usa l’accusa di «sterminio di massa» per Assad

Dipartimento Medio Oriente: a Saydnaya uccisi 50 prigionieri al giorno. Il nunzio Zenari: «Sosteniamo tutti gli sforzi per una soluzione al conflitto»

di Redazione online pubblicato il 16 Maggio 2017
Condividi

Dipartimento Affari per il Medio Oriente: a Saydnaya uccisi 50 prigionieri al giorno. Il nunzio Zenari: «Sosteniamo tutti gli sforzi per una soluzione al conflitto»

«Sterminio di massa». È l’accusa che arriva dagli Stati Uniti al regime siriano di Assad: aver trasformato il carcere di Saydnaya, a nord di Damasco, in un grande forno crematorio per i cadaveri dei detenuti uccisi ogni giorno. Per impiccagione, per lo più. Sullo stesso carcere nel febbraio scorso aveva fatto luce un documento di denuncia di Amnesty international intitolato, non a caso, “Il mattatoi di esseri umani: impiccagioni di massa e sterminio nella prigione di Saydnaya”. Già tre mesi fa, si parlava di una «campagna pianificata di esecuzioni extragiudiziali mediante impiccagioni di massa» portata avanti dal governo siriano «dal 2011 al 2015» all’interno della prigione in questione, di cui si mettevano sotto accusa anche «le condizioni inumane di detenzione, tra cui torture reiterate e diniego sistematico di cibo, acqua, medicinali e cure mediche. Questa politica di sterminio – si legge nel documento – ha causato la morte di tantissimi detenuti. Pratiche che costituiscono crimini di guerra e crimini contro l’umanità, autorizzate dai livelli più alti del governo siriano».

Ora è Stuart Jones, il vice segretario del dipartimento Affari per il Medio Oriente degli Stati Uniti, a riferire che «secondo diverse fonti il regime di Damasco è responsabile dell’uccisione di 50 prigionieri al giorno a Saydnaya. Gli Stati Uniti – aggiunge – lo hanno già detto molte volte: siamo scioccati dalle atrocità commesse dal regime siriano e queste atrocità vengono evidentemente commesse con il supporto incondizionato della Russia e dell’Iran». In appoggio a queste tesi sono state mostrate alla stampa immagini satellitari nelle quali sarebbero individuabili l’edificio principale della prigione e il forno crematorio.

In realtà, già un precedente rapporto di Amnesty international pubblicato nell’agosto 2016 insieme a una ricostruzione virtuale della prigione di Saydnaya aveva stimato in oltre 17mila, dal 2011, anno di inizio della crisi, il numero di morti in Siria a causa delle inumane condizioni di detenzione e della tortura. A quel numero si sono aggiunte poi le altre 13mila morti a seguito delle esecuzioni extragiudiziali denunciate nel rapporto diffuso nel febbraio successivo.

Nella foto, il nunzio apostolico in Siria Mario Zenari

Oggi intanto, martedì 16 febbraio, prende il via a Ginevra un nuovo round di colloqui inter-siriani di pace, sponsorizzato dalle Nazioni Unite alla presenza dell’inviato speciale Staffan de Mistura. «Sosteniamo tutti gli sforzi volti a trovare una soluzione al conflitto. Preghiamo e speriamo fortemente nella pace», è il commento del cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria. «Fino ad oggi – osserva – sono stati spesi fiumi di parole ma la realtà, purtroppo, è quella che è. Papa Francesco non smette mai di invocare la pace e la fine della violenza in Siria dove si sta combattendo il più grave disastro provocato dall’uomo dopo la seconda guerra mondiale. E questo è inaccettabile».

16 maggio 2017

amnesty internationalassaddamascomario zenariprigione saydnayasiriastati unitistuart jones
Condividi FacebookTwitterWhatsAppE-mailPrintTelegram

Precedente articolo

Segreti e vita da esorcista

Prossimo articolo

Finale di Coppa Italia, Lazio e Juventus ricevute da Francesco

Potrebbe piacerti anche Altri articoli di questo autore
Dal mondo

Gaza: annunciato l’accordo su disarmo di Hamas e ritiro di Israele

Dal mondo

La “Vigil for peace” nell’81° anniversario della bomba di Hiroshima

Dal mondo

Ucraina: danneggiata dalle bombe una struttura di Save the Children

Dal mondo

Migrazioni: dal vertice Ue parole senza fatti

Precedenti Successivi

Articoli recenti

In città

Roma Capitale: online il bando per i buoni libro

Dal mondo

Gaza: annunciato l’accordo su disarmo di Hamas e ritiro di Israele

Salute

Caldo e alimentazione: la guida dell’Iss

In città

Dal Campidoglio 380mila euro per 13 nuove strade scolastiche

In città

Spin Time: la proprietà dice no alla proposta del Campidoglio

Cultura e Società

Morto Francesco Guccini. Salvarani: «Un faro per molti: coerente fino alla fine»

In Diocesi

Diocesi di Roma: le nuove nomine

Dal mondo

La “Vigil for peace” nell’81° anniversario della bomba di Hiroshima

In città

Prosegue fino al 14 agosto “Il grande freddo” di Roma Capitale

Papa

Assisi, il Papa ai giovani: «Da Francesco imparate la radicalità evangelica»

In città

Apre a settembre lo Studentato Seraphicum

Cultura e Società

Morto a 86 anni Francesco Guccini

Dal mondo

Ucraina: danneggiata dalle bombe una struttura di Save the Children

In città

A Centocelle il primo rifugio fito-bioclimatico di Roma

Dal mondo

Migrazioni: dal vertice Ue parole senza fatti

In città

Carta di identità elettronica: Open day l’8 agosto

Precedenti Successivi 1 di 2.128
  • Home
  • Chi siamo
  • Credits
  • Archivio edizioni in PDF
  • Ricerca
  • Newsletter
  • Privacy
  • Cookie
  • Archivio Storico
  • Contatti
© 2026 - RomaSette.it | Facebook | Twitter X
Login
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}