Somaliland: due cristiane arrestate dopo la conversione
La fondazione Acs chiede l’intervento del ministro degli Esteri Tajani per la loro liberazione e perché sia loro concessa la protezione umanitaria necessaria
Hanna Abdirahman Abdimalik, 21 anni, e Hoodo Abdi Abdillahi, 27 anni. Sono due donne somale che hanno in comune la conversione al cristianesimo, pagata con la reclusione. Sulla loro vicenda punta i riflettori la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), facendo appello al ministro degli Affari esteri Antonio Tajani perché intervenga sul governo dell’auto-dichiarata repubblica del Somaliland affinché siano presto liberate e sia loro concessa la necessaria protezione umanitaria, ai sensi del diritto internazionale.
Hanna Abdirahman Abdimalik, nata a Hargeisa il 30 maggio 2022 «è stata arrestata per essersi convertita al cristianesimo e per aver condiviso la sua fede attraverso un gruppo cristiano di Facebook – riferiscono da Acs -. La polizia all’epoca non ha esibito un mandato d’arresto, ha sequestrato una collana con una croce e ha interrogato la ragazza senza la presenza di un avvocato». Le avrebbero ripetutamente chiesto chi l’avesse convertita al cristianesimo, aggiungendo che, qualora avesse rivelato l’identità di tale persona oppure si fosse nuovamente convertita all’Islam, sarebbe stata rilasciata. «Hanna ha rifiutato di abbandonare il cristianesimo. Il 27 giugno 2022 le forze di polizia del Somaliland hanno concluso le indagini e hanno presentato un fascicolo all’ufficio del procuratore regionale di Hargeisa», il quale ha formalizzato le accuse nei suoi confronti, parlando in particolare di «crimini contro la religione dello Stato» per aver commesso blasfemia, oltraggio alla religione islamica e al Profeta dell’Islam tramite social media e diffusione del cristianesimo.
Il 6 agosto 2022 il tribunale regionale di Hargeisa ha condannato Hanna a cinque anni di reclusione, informano dalla fondazione pontificia, per aver commesso reati ai sensi dell’art. 313 (“Disprezzo della religione dello Stato”), art. 314 (“Turbamento delle funzioni religiose”), art. 321 (“Istigazione alla disobbedienza alle leggi”) e art. 45 (“Reato continuato”) del codice penale somalo. «Durante l’udienza Hanna ha confermato di essersi convertita al cristianesimo ma ha negato ogni intento di proselitismo o di aver condiviso messaggi cristiani con terzi. Successivamente è stata trasferita in una prigione di Hargeisa, dove non le è stato permesso di praticare la sua religione e le è stato proibito di possedere oggetti cristiani. L’avvocato di Hanna ha presentato ricorso alla Corte d’appello di Hargeisa ed è in attesa di una data di udienza».
Condannata invece a 7 anni di carcere Hoodo Abdi Abdillahi, reclusa dall’ottobre 2022 nel carcere femminile di Gebiley. Il motivo, anche per lei, è la conversione al cristianesimo. «Nel corso del processo non avrebbe avuto un avvocato difensore, mentre durante la reclusione non avrebbe potuto avere contatti con la famiglia», è la ricostruzione offerta da Aiuto alla Chiesa che soffre. Attualmente il loro caso è all’esame della Corte d’Appello del Somaliland, in attesa di una sentenza definitiva. La loro vicenda ha avuto eco internazionale, essendo state coinvolte numerose organizzazioni attive nel campo dei diritti umani e le rappresentanze diplomatiche di Stati Uniti, Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi.
3 maggio 2023

