Sos di Save the Children per i piccoli di Gaza

L’associazione denuncia le «condizioni inaccettabili» di invivibilità nella Striscia per la mancanza di energia: i bambini non riescono più a nutrirsi, dormire, studiare o giocare

Nella Striscia di Gaza l’energia elettrica è disponibile solo per due ore al giorno. Una limitazione che mette in difficoltà oltre 740 scuole, insieme ai servizi sanitari e di emergenza. Aumentano le malattie trasmesse dall’acqua, per la sospensione della potabilizzazione, e aumenta anche il disastro ambientale, a seguito del mancato trattamento delle acque reflue. La denuncia arriva da Save the Children, che accende i riflettori sulla realtà di un milione di bambini costretti a vivere in «condizioni inaccettabili». Se un rapporto delle Nazioni Unite del 2012 dichiarava Gaza a rischio di invivibilità entro il 2020, a 10 anni dal blocco aereo, marittimo e terrestre della Striscia Save the Children considera Gaza invivibile già oggi.

«Nelle condizioni attuali – affermano dall’associazione – i bambini non riescono più a nutrirsi adeguatamente, dormire, studiare o giocare. Le forniture di energia elettrica dall’Egitto si sono completamente interrotte e l’unica fonte resta Israele nonché l’impianto di generazione interno di Gaza, che funziona a regime ridotto dopo essere stato colpito nel 2009 e che lo scorso aprile si è dovuto fermare per mancanza di combustibile e di fondi per i rifornimenti». L’organizzazione internazionale chiede dunque a Israele di «interrompere subito il blocco di Gaza», dove quasi la metà della popolazione non ha lavoro e l’80% sopravvive solo grazie agli aiuti umanitari, e chiede alle autorità palestinesi e israeliane di fornire i servizi di base indispensabili agli abitanti dell’area. La mancanza di energia elettrica, osservano da Save the Children, sta penalizzando un’infrastruttura già paralizzata dal blocco e dalla guerra. «I bambini di Gaza sono tristemente prigionieri del conflitto più politicizzato del mondo e la comunità internazionale non ha saputo reagire adeguatamente alle loro sofferenze. L’occupazione da parte di Israele e le divisioni nella leadership palestinese stanno rendendo la vita impossibile. Se hai 10 anni e vivi a Gaza hai già subito tre terribili escalation del conflitto. I bambini di Gaza hanno già sofferto 10 anni di blocco e di minacce continue. Vivere senza accesso ai servizi indispensabili come l’elettricità ha conseguenze gravi sulla loro salute mentale e sulle loro famiglie. Stiamo assistendo ogni giorno ad un aumento del livello di ansia e aggressività», dichiara Jennifer Moorehead, direttore di Save the Children nei Territori Palestinesi Occupati.

A motivo della mancanza di energia elettrica infatti i piccoli di Gaza non possono avere accesso ad acqua potabile sufficiente o nutrirsi di cibi freschi, essere assistiti dai servizi sanitari e di emergenza quando servono o mantenere un livello minimo di igiene per mancanza di acqua corrente. Ancora, non possono dormire sufficientemente durante la notte per il troppo caldo ed essere quindi riposati per studiare a scuola, o fare i compiti o giocare a causa dell’oscurità. Rania, 13 anni, che vive a Gaza, lo spiega con la chiarezza di cui solo i piccoli sono capaci: «Qui è diverso dagli altri Paesi che hanno l’energia elettrica per tutto il giorno: la nostra vita non è come la loro. Il mio sogno più grande è poter essere come gli altri bambini che vivono in pace, in sicurezza e hanno l’elettricità».

5 settembre 2017