Lo spreco costa caro all’Italia: oltre 15 miliardi di euro, pari allo 0,88% del Prodotto interno lordo, se si considera lo spreco in fase di produzione e distribuzione del cibo – gli sprechi di filiera -, complessivamente stimato in oltre 3 miliardi di euro del totale. Più nel dettaglio, nelle case degli italiani si spreca per un valore di oltre 11,8 miliardi di euro: vale a dire, i quattro quinti dello spreco complessivo di cibo in Italia. Sono i dati diffusi oggi, 5 febbraio, in occasione della 6ª Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, ideata e istituita dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con la campagna Spreco Zero e Università di Bologna – Distal, dal progetto 60 Sei Zero. «Numeri importanti che dovrebbero farci riflettere sulle modalità e sulle nostre abitudini di acquisto – è il commento del ministro dell’Ambiente Sergio Costa -. Sprecare risorse ambientali, idriche ed economiche sia nella produzione che nell’acquisto dei beni alimentari che poi non si riesce a consumare è una cattiva abitudine che non possiamo più permetterci».

Dal ministro arriva quindi l’invito a «continuare a investire in progetti di educazione alimentare per promuovere le buone pratiche e migliorare la sensibilità di noi cittadini/consumatori», anche se «negli ultimi anni la sensibilità su questo tema è aumentata – riconosce -, portando a una riduzione del fenomeno». Anche per Andrea Segrè, fondatore e presidente di Last Minute Market, «la percezione degli italiani della necessità di una grande svolta culturale nella gestione del cibo a livello domestico è ancora scarsa. I paradossi del cibo sono evidenti: 821 milioni di individui sulla terra soffrono la fame e 1 persona ogni 3 è malnutrita. Ma intanto una persona su 8 soffre di obesità. Tutti  – aggiunge – possiamo dare il nostro contributo all’obiettivo #famezero #sprecozero acquistando solo ciò che serve realmente, compilando liste precise, scegliendo alimenti locali e di stagione, consultando etichette e scadenze, utilizzando al meglio frigo, freezer e dispensa per gli alimenti senza stiparli alla rinfusa».

Nel Rapporto Waste Watcher 2019 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market sull’economia circolare, la sostenibilità e gli sprechi, che monitora la percezione dei cittadini in merito agli sprechi alimentari, si legge che 4 italiani su 5 non riescono a mettere a fuoco il tema centrale dello spreco alimentare che è quello domestico: infatti, il 20% degli intervistati dichiara che si spreca soprattutto nel commercio (47%) e nel pubblico, dalle scuole agli ospedali, dagli uffici alle caserme (secondo il 27%). L’Osservatorio dà conto anche dei provvedimenti utili a contrastare la questione dello spreco alimentare: più di 7 italiani su 10 ritengono che la via da percorrere sia quella dell’educazione alimentare (72%), il 26% propone packaging di nuova generazione e 1 italiano su 5 (20%) provvedimenti normativi con incentivi e sanzioni legati allo spreco del cibo.

5 febbraio 2019