#StopTheWarNow: in partenza la V Carovana per la Pace per l’Ucraina

Appuntamento il 30 marzo a Padova. Da lì si metteranno in moto 30 mezzi con 150 volontari per portare 20 generatori di corrente e 20 tonnellate di aiuti umanitari

È in partenza da Padova la quinta edizione della Carovana per la Pace per l’Ucraina promossa dalla rete italiana #StopTheWarNow. Le 180 associazioni della società civile che ne fanno parte danno appuntamento alle 9 in Prato della Valle (lato Santa Giustina). Da lì si metteranno in moto 30 mezzi con 150 volontari per portare 20 generatori di corrente e un totale di 20 tonnellate di aiuti umanitari, insieme d un messaggio di nonviolenza e pace nelle zone assediate dell’Ucraina, a un passo dal fronte della guerra.

La carovana raggiungerà la missione permanente dei volontari a Mykolaiv. «A distanza di un anno dalla prima missione organizzata in terra ucraina, come Stop the war now vogliamo ribadire con forza che non ci rassegniamo alla guerra – spiegano dalla rete -. Non possiamo accettare che l’unica parola resti quella delle armi con il loro carico di distruzione, sofferenze e morti. Tanti morti. Peraltro anche gli strateghi della guerra, generali e analisti, affermano che non ricorrono le condizioni per ottenere la pace con lo strumento militare. Per queste ragioni – continuano – saremo nuovamente in Ucraina dal 30 marzo al 3 aprile».

In particolare, la Domenica delle Palme, «che nella tradizione cristiana (cattolica ed ortodossa) è caricata di un forte significato simbolico di pace», i volontari della Carovana saranno accanto ad alcune comunità. «Non ci rassegniamo alla guerra e per questo, insieme ai generi di prima necessità, consegneremo le palme agli abitanti di Odessa, di Mykolaiv, Cherson ed altre città e deporremo ramoscelli di ulivo sulle tombe delle vittime di questa follia – anticipano -. Non ci rassegniamo alla guerra e, al di là delle parole dei salotti mediatici, continuiamo a metterci i nostri corpi. Siamo consapevoli di non partecipare a un intervento risolutivo – aggiungono -. Semplicemente chiediamo di non contribuire ad infliggere altro dolore. I risultati di chi ha scelto la via dell’uso della forza sono sotto gli occhi di tutti e nelle lacrime delle vittime. Noi non ci rassegniamo alla guerra e vogliamo continuare a dirlo con la nostra presenza».

28 marzo 2023