Strage di civili a Gaza
Nel nord della Striscia, i soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro una folla accalcata attorno a un convoglio di aiuti, denuncia Hamas. Borrell (Ue): «Nuova carneficina totalmente inaccettabile». Il Consiglio di sicurezza Onu non raggiunge l’accordo su una dichiarazione
Le fonti palestinesi parlano di oltre 110 morti. Sono, secondo Hamas, le vittime di ieri sera, 31 marzo, quando nel nord della Striscia di Gaza i soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro la folla accalcato attorno a un convoglio di aiuti. L’esercito invece attribuisce le vittime proprio alla calca «provocata dalla folla», che «ha causato la maggior parte dei morti», respingendo le accuse della fazione islamica, che denuncia invece anche il ferimento di 760 civili palestinesi. In ogni caso, superano quota 30mila i palestinesi uccisi in 146 giorni di guerra.
Dal cuore dell’Europa, il capo della diplomazia Ue Josep Borrell ha parlato di «una nuova carneficina» e di vittime «totalmente inaccettabili». Ma il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non è riuscito a raggiungere l’accordo su una bozza di dichiarazione che esprimeva «profonda preoccupazione per le notizie secondo cui oltre 100 persone hanno perso la vita dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco mentre la folla aspettava aiuti alimentari a sud-ovest della città di Gaza». Lo riferisce l’Ansa citando fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro e aggiungendo anche che nel documento al vaglio del Consiglio si sottolineava anche «la necessità di adottare tutte le misure necessarie per proteggere i civili e le infrastrutture civili».
Gli Stati Uniti intanto chiedono «risposte» a Israele su quanto accaduto, riferisce il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller, sottolineando che stanno cercando di ottenere informazioni e monitorano l’indagine di Israele sull’incidente. Anche il presidente Joe Biden ha dichiarato che il suo governo sta esaminando le versioni «contraddittorie» sulla sparatoria, riconoscendo che i fatti in esame potrebbero avere conseguenze sulle trattive per il rilascio degli ostaggi e quindi per la tregua. Ipotesi, questa, confermata da Hamas, secondo cui «i negoziati condotti dalla leadership del movimento non sono un processo aperto a scapito del sangue del nostro popolo». Il gruppo islamista precisa anche che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare, dato che molti corpi devono ancora essere recuperati.
Di «spregevole massacro compiuto dall’esercito di occupazione israeliano, di cui ha la piena responsabilità il governo di occupazione» parla anche l’ufficio di Abu Mazen, presidente dell’Autorità nazionale palestinese. E sdegno e condanna si registrano anche nelle reazioni di diversi governi, europei e non solo. La premier italiana Giorgia Meloni affida a una nota il suo «profondo sgomento» e la «preoccupazione» per quanto accaduto, invitando Israele ad accertare urgentemente la dinamica dei fatti e le responsabilità. «Le nuove e numerose vittime civili impongono di intensificare immediatamente gli sforzi sui negoziati in atto per creare le condizioni per un cessate il fuoco e per la liberazione degli ostaggi», aggiunge. Anche per il ministro degli Esteri italiano, il vicepremier Antonio Tajani, «le tragiche morti a Gaza richiedono un immediato cessate il fuoco per favorire più aiuti umanitari, la liberazione degli ostaggi e la protezione dei civili – scrive su X -. Chiediamo con forza a Israele di tutelare la popolazione a Gaza e di accertare, con rigore, fatti e responsabilità».
Intanto, nel centro della Striscia continuano gli attacchi. L’agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che almeno quattro persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano che nelle prime ore di oggi, 1° marzo, ha colpito una casa del campo profughi di Bureij. E anche in Cisgiordania due fratelli di 25 e 28 anni sono morti e un terzo fratello di 30 anni è rimasto ferito dopo essere stati colpiti da proiettili sparati dall’esercito israeliano in una località a sudovest di Hebron, informa sempre Wafa citando come fonte il ministero della Salute palestinese. Sale quindi a 416 il numero dei palestinesi uccisi in Cisgiordania dal 7 ottobre.
Il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres si è detto «sconvolto dal tragico bilancio umano del conflitto a Gaza, nel quale, secondo quanto riferito, più di 30mila persone sarebbero state uccise e oltre 70mila ferite. Tragicamente, un numero imprecisato di persone giace sotto le macerie». Nelle sue parole, la «condanna» dell’incidente avvenuto nel nord della Striscia. «I civili disperati di Gaza hanno bisogno di aiuto urgente , compresi quelli del nord assediato dove le Nazioni Unite non sono state in grado di fornire aiuti per più di una settimana», si legge in una nota diffusa dal suo portavoce. Guterres ribadisce quindi la richiesta «di un immediato cessate il fuoco umanitario e del rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi. Ancora una volta chiede misure urgenti affinché gli aiuti umanitari fondamentali possano arrivare dentro e attraverso Gaza a tutti coloro che ne hanno bisogno».
1° marzo 2024

