Terremoto, coinvolte tutte le Caritas regionali
In Centro Italia stanno portando avanti un lavoro di assistenza e accompagnamento nei confronti dei cittadini sfollati e di chi ha avuto un lutto
In Centro Italia stanno portando avanti un lavoro di assistenza e accompagnamento nei confronti dei cittadini sfollati e di chi ha avuto un lutto
«È uno stile di accompagnamento che sarà portato avanti anche nei prossimi anni – spiega don Cesare Chialastri, delegato della Caritas per la regione Lazio –. Il sisma del 24 agosto è stato caratterizzato dall’alto numero di vittime ad Amatrice e Accumoli. In seguito alla scossa del 30 ottobre, invece, sono aumentati gli sfollati. Da allora nel Centro Italia sono impegnate tutte le Caritas regionali».
Per garantire una presenza continuativa sul territorio sono stati attivati i gemellaggi di tutte le Caritas, da Nord a Sud, con la diocesi di Rieti, le sei diocesi delle Marche colpite dal sisma, la diocesi di Spoleto-Norcia quelle de L’Aquila e di Teramo-Atri. Nello specifico con la Caritas della diocesi di Rieti sono state gemellate quelle del Lazio, Basilicata, Toscana e Puglia che offrono un sostegno morale e materiale nella fase di accompagnamento e ricostruzione.
Scopo di questi gemellaggi è quello «di essere in comunione con il fratello che soffre», fare progetti e portare avanti un lavoro a lungo termine. Ad Amatrice, per esempio, è quotidianamente garantito il supporto di frati e suore francescane insieme a due o tre operatori di ogni Caritas regionale gemellata. «La nostra presenza è caratterizzata da una presenza che si proietta in un futuro di lungo termine – prosegue don Cesare -. La Protezione Civile ha svolto un lavoro eccellente ma interviene sull’emergenza. Noi operiamo nel quotidiano». L’emergenza attuale consiste nel rispondere alle esigenze di tutti, ed essere particolarmente vicini alle fasce più deboli: anziani, minori e poveri.
Ad Amatrice ed Accumoli ogni famiglia ha subito un lutto. «Tra la gente si avverte tanto scoraggiamento – aggiunge – è stato particolarmente doloroso perché tra le vittime ci sono stati tanti bambini che trascorrevano le vacanze estive con i nonni. Per questo motivo è fondamentale l’accompagnamento spirituale, essere accanto a queste persone nel dolore, aiutarle a non perdere le speranze perché il Signore non ci ha abbandonato». Con tanta commozione don Cesare racconta di una donna che nel sisma ha perso il marito, i due figli e l’anziano padre.
«È rimasta sola con la sorella. Per loro e per tutti quelli che hanno subito lutti, il terremoto inizia ora. Credo che il sisma abbia cambiato le relazioni spirituali, personali, sociali ed economiche per le prossime due o tre generazioni». Fino a questo momento i volontari hanno garantito accompagnamento pastorale, risposte ai bisogni primari, contributi al reddito, fornitura di beni e strumenti per favorire la ripresa delle attività economiche.
Particolare attenzione è stata rivolta agli abitanti delle frazioni isolate (72 solo ad Amatrice) che non vogliono assolutamente lasciare quel che resta delle loro case e per i quali sono stati messi a disposizione i moduli abitativi provvisori. Ad Amatrice è stata completata la sala di comunità Sant’Agostino e sono in via di realizzazione altri 3 centri polifunzionali, 2 nel Comune di Amatrice e uno ad Accumoli, per favorire relazioni e rapporti comunitari.
2 gennaio 2017

