Torna in libertà don Alessandro De Rossi

Negata l’estradizione per l’ex parroco di San Luigi Gonzaga: «Mmancanza di gravi indizi a suo carico». Il sacerdote si è sempre dichiarato innocente

Negata l’estradizione per l’ex parroco di San Luigi Gonzaga ai Parioli per «mancanza di gravi indizi a suo carico». Il sacerdote si è sempre dichiarato innocente

Nessuna estradizione per «mancanza di gravi indizi a suo carico» e immediata liberazione. La corte di Appello di Roma ha risposto così al giudice argentino Diego Rodriguez Pipino, che aveva aperto un procedimento penale nei confronti di don Alessandro de Rossi, ex parroco di San Luigi Gonzaga. Il sacerdote, al quale venivano contestati abusi sessuali su un minore che avrebbe conosciuto durante un periodo di missione in Argentina, era stato ai domiciliari fino allo scorso giugno.

Il pubblico ministero che si occupa del caso in Italia, dovrà decidere se contestare a don Alessandro le accuse a lui rivolte dai magistrati sudamericani o archiviare il caso. La procura è infatti obbligata a lavorare su un fascicolo che corre in parallelo ed è indipendente da quello dei giudici argentini. Il sacerdote, dal momento del suo arresto, ha respinto ogni accusa e rifiutato l’estradizione.

Don Alessandro ha da sempre sostenuto di essere stato coinvolto in questa storia a causa della sua attività pastorale in un territorio a rischio come quello di Salta, in Argentina. Qui, il sacerdote si occupava di assistenza ai giovani tossicodipendenti. Un ambiente non facile, all’interno del quale sono maturate alcune aggressioni. Nel gennaio del 2013, don Alessandro è stato aggredito a pugni all’interno della sacrestia della chiesa di Maria Medianera.

12 ottobre 2015