Torna la Festa dei cresimandi

Il 21 maggio la XIV edizione dell’iniziativa promossa dall’Ufficio catechistico, sul tema dell’amicizia. Pomeriggio con spettacolo e catechesi

Il 21 maggio la XIV edizione dell’iniziativa promossa dall’Ufficio catechistico, sul tema dell’amicizia. Pomeriggio con spettacolo e catechesi, nel Palazzo Lateranense

Una festa dell’amicizia durante la quale parlare del «grande desiderio che hanno i ragazzi di volare in alto», di non accontentarsi «delle piccole cose». Monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, descrive così quella che sarà la XIV edizione della Festa dei cresimandi. Sabato 21 maggio un migliaio di giovani delle parrocchie romane s’incontreranno all’interno del quadriportico del Palazzo Lateranense per «vivere una giornata di allegria e di riflessione che porterà loro ad interrogarsi sul senso più profondo del sacramento della Confermazione». Lo faranno insieme, da amici appunto. Non a caso, la frase che dà il tema alla Festa di quest’anno è «Nulla ci è caro senza un amico», tratta da una lettera di sant’Agostino.

Gli uomini cercano molte volte l’effimero, le cose del mondo, sottolinea monsignor Lonardo, e quando le ottengono si accorgono che non bastano se non c’è amore, se non c’è amicizia. Approfondendo ancor di più il pensiero del vescovo d’Ippona, ci si accorge che «quando riusciamo ad amare gli amici ci diventano care le cose, ma allo stesso tempo continua a mancarci qualcosa; in quel momento, ci dice Agostino, sentiamo il desiderio della felicità piena nella fede di Dio».

Il pomeriggio di festa (informazioni ai numeri 06.69886301-86521) sarà diviso in tre momenti: nella prima parte l’attore e cantante Gianni Aversano, che usa la canzone napoletana «per annunciare le grandi cose della vita, farà come il cantastorie – aggiunge Lonardo -, condividendo alcuni episodi del suo percorso di cristiano attraverso i quali i ragazzi potranno comprendere come, nelle pieghe della vita, ci sia sempre questo grande desiderio di Dio». Poi sarà la volta di don Renzo Del Vecchio, educatore del Seminario Maggiore, che attraverso il canto e la musica, coinvolgerà i cresimandi al ritmo di chitarra: «L’idea è quella di far cantare i ragazzi affidando loro la composizione di una canzone. Lo faranno attraverso i loro cellulari. Chiederemo di inviarci dei piccoli pensieri su ciò che desiderano veramente, sui grandi temi che rendono bella la vita. Alcune di queste frasi saranno scelte per comporre una canzone che sarà cantata al termine della festa».

Il terzo momento sarà quello della catechesi curata da monsignor Lonardo e da padre Maurizio Botta. «Vorrei che i ragazzi arrivassero all’incontro di sabato – dice il sacerdote oratoriano – con la voglia di lasciarsi stupire. Vogliamo regalare loro una serata speciale, mi piacerebbe capissero che noi cristiani siamo in grado di gioire insieme in un modo del tutto originale, diverso da chiunque altro». Un’originalità dettata – continua padre Maurizio Botta – «dalla gioia che prorompe dall’incontro con Dio e con lo Spirito Santo». Nei suoi incontri di catechesi con i più giovani, il sacerdote lo ripete spesso: «Siate mendicanti dello Spirito Santo. Così la vita vi sarà stravolta, perché questo fuoco esiste davvero, è reale». Quando questa richiesta «è accompagnata dalla presenza dei vostri amici, che condividono lo stesso percorso, allora la realtà attorno a voi cambierà realmente e potrete davvero comprendere sant’Agostino quando scriveva che “Nulla ci è caro senza un amico”».

17 maggio 2016