Tornano a Roma le Memorie d’Inciampo
24 nuove Stolpersteine (pietre d’inciampo) installate dall’artista tedesco Gunter Demnig nei marciapiedi antistanti le abitazioni di alcuni deportati
24 nuove Stolpersteine (pietre d’inciampo) installate dall’artista tedesco Gunter Demnig nei marciapiedi antistanti le abitazioni di alcuni deportati razziali e politici
Diventano 260, nella Capitale, le Stolpersteine, vale a dire le “Pietre d’inciampo” installate dall’artista tedesco Gunter Demnig nei mariciapiedi antistanti le abitazioni di alcuni deportati nel corso del secondo conflitto mondiale. Sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10×10 cm.), distinti solo dalla superficie esteriore di ottone lucente. Domani, mercoledì 11 gennaio, alle 16 è in programma l’inaugurazione di altre 14 pietre, in via Omero 14, presso l’Istituto Svedese di Studi Classici; giovedì 12 ne vengono inaugurate altre 10, nel municipio V. Su ogni pietra vengono incisi nome e cognome della persona deportata, età, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte.
Il progetto, curato da Adachiara Zevi, sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica, in questa ottava edizione ha anche il patrocinio dei sei municipi in cui verranno collocate le nuove pietre: I, II, V, VIII, XII e XIII. Il giorno e l’ora della collocazione delle pietre è annunciata agli inquilini da una lettera del municipio in cui si spiega che il progetto vuole «ricordare abitanti del quartiere uccisi e perseguitati dai fascisti e dai nazisti, deportati, vittime del criminale programma di eutanasia o oggetto di persecuzione perché omosessuali». L’inciampo, spiegano dal comitato organizzatore dell’iniziativa, «non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità».
All’edizione 2017 dell’iniziativa sarà nuovamente affiancato il progetto didattico curato da Annabella Gioia e Sandra Terracina: ogni municipio coinvolto sceglie una o più scuole cui affidare una ricerca storica sui perseguitati alla cui memoria sono dedicati i sampietrini. I risultati delle ricerche saranno pubblicati, come i precedenti, sul sito www.memoriedinciampo.com. I municipi sono coadiuvati dall’associazione Progetto Memoria e dall’Irsifar (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza). Sulle stesse pagine web, a cura di Giovanni D’Ambrosio e Paolo La Farina, sono documentate anche tutte le edizioni precedenti: la mappa dei luoghi dove sono stati installati i sampietrini, fotografie, film e testimonianze, il lavoro svolto dagli studenti che hanno aderito al progetto didattico, testi storici e critici relativi alla deportazione di ebrei, politici e militari, un profilo biografico dell’artista e una vastissima rassegna stampa.
I primi Stolpersteine sono stati installati a Colonia nel 1995; da allora questa mappa della memoria europea si è estesa sino a includere oltre 60mila pietre. Dal 2010 anche l’Italia è entrata in questo circuito internazionale della memoria. Presso la Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia è attivo uno “sportello” curato da Liliana Bilello ed Elisa Guida. A loro possono rivolgersi quanti intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di uno Stolpersteine davanti alla sua abitazione. Per informazioni: casadellamemoria@bibliotechediroma.it , tel. 06.45460501.
10 gennaio 2017

