«Trascorsa bene» la notte di Francesco al Gemelli
Lo rende noto la Sala stampa della Santa Sede, all’inizio dell’ottavo giorno di ricovero nell’appartamento al decimo piano del Policlinico per una polmonite bilaterale. «Il Papa si è alzato e ha fatto colazione», informano. Intanto si continua a pregare per lui
All’inizio dell’ottavo giorno di degenza di Francesco nell’appartamento al decimo piano del Policlinico Gemelli – dove è arrivato venerdì scorso, 14 febbraio, per una polmonite bilaterale -, la Sala stampa della Santa rende noto che «La notte è trascorsa bene. Papa Francesco si è alzato e ha fatto colazione», aggiungono. Già da ieri sera, 20 febbraio, si parla di «lieve miglioramento». Il prossimo bollettino medico è atteso per il tardo pomeriggio.
Intanto in tutto il mondo la Chiesa continua a pregare per lui. A cominciare dall’Italia, dove vescovi e Conferenze episcopali regionali di tutto il Paese gli esprimono «affettuosa vicinanza», come nel caso della Conferenza episcopale abruzzese-molisana (Ceam); invitano a «restituirgli una parte dell’amore che ci dona sostenendolo con la preghiera», come fa il vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia Sergio Melillo, rivolgendosi in particolare ai sacerdoti della diocesi; a pregare «affinché il Signore, con la sua infinita misericordia, lo fortifichi, lo guarisca e gli doni conforto», come esorta il vescovo di Cassano allo Ionio Francesco Savino. Allo stesso modo, si prega per Francesco nella diocesi di Genova, nell’arcidiocesi di Chieti-Vasto Bruno Forte, in quella di Sassari, a Capua e Caserta, a Otranto, Castellaneta, Benevento. E l’elenco potrebbe continuare ancora.
«Alla comune preghiera per invocare la guarigione del Santo Padre Francesco, augurandogli una pronta ripresa per continuare a svolgere il suo ruolo di Pastore» si unisce la Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia «insieme a tutte le Confraternite». Anche i sopravvissuti agli abusi seguiti dal Centro di ascolto dell’associazione Meter hanno consegnato al fondatore e presidente don Fortunato Di Noto una preghiera al Signore «affinché sostenga, fortifichi, aiuti Papa Francesco a superare questo momento di sofferenza. Non possiamo non esprimere la trepidazione e un “senso di smarrimento” – ammettono – ma confidiamo nel Signore e affidiamo ogni evento alla misericordia e tenerezza di Dio, quella stessa misericordia e tenerezza che ha tante volte manifestato ai sopravvissuti agli abusi, di cui alcuni di noi siamo testimoni. Abbiamo ancora molto bisogno di lei, Santo Padre».
Ancora, si prega per il Papa nelle carceri d’Italia. «Il nuovo ricovero in ospedale di Francesco – scrive l’ispettore generale dei cappellani don Raffaele Grimaldi, in un messaggio inviato questa mattina, 21 febbraio, a cappellani, diaconi, consacrate, volontari, ristretti e operatori pastorali impegnati nelle carceri – impegna noi tutti, cappellani, diaconi, consacrate, volontari, ristretti e operatori pastorali, a innalzare suppliche corali al Dio della pace, affinché possa riprendere al più presto il suo impegnativo ministero petrino. Sappiamo – aggiunge – quanta attenzione il Papa ha verso di noi e sempre in questi anni è stato vicino a tutti, con la sua paterna presenza, risvegliando nel cuore di tutti la “Misericordia di Dio”». Di qui l’invito a pregare per lui nelle celebrazioni di sabato 22 e domenica 23 febbraio. «Uniti attorno al Santo Padre, preghiamo affinché il Signore gli conceda la forza necessaria per affrontare questo delicato momento. Il “Cristo Pane vivo e pane del cammino” possa nutrire e dare forza al Papa, per continuare ad accompagnare la nostra fragile umanità», conclude don Grimaldi.
«Unire i cuori e pregare per la salute di Papa Francesco». Questo l’invito rivolto dalla Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) all’episcopato brasiliano, insieme alla proposta di un tempo di preghiera, nei prossimi giorni, per il «recupero completo della salute di Papa Francesco». Approfittando in particolare della festa della Cattedra di San Pietro, domani, 22 febbraio, il cardinale Jaime Spengler, presidente della Cnbb e del Consiglio episcopale latinoamericano e dei Caraibi (Celam), rafforza la richiesta di preghiera per la guarigione del Santo Padre: «Come Chiesa ci rivolgiamo anche noi in modo molto speciale al Signore chiedendo la pronta guarigione della sua salute».
Venezuela, Bolivia, Honduras. Vescovi, comunità cattoliche e tutti i credenti rispondono coralmente alla richiesta tante volte inoltrata da Francesco ai suoi interlocutori: «Mi raccomando, pregate per me». E si moltiplicano intenzioni di preghiera, celebrazioni e anche pellegrinaggi, come quello che si svolge oggi, 21 febbraio, in Argentina, al santuario di Mama Antula «per pregare per la salute di Papa Francesco». Coinvolte anche la famiglie, «nelle loro case», come scrivono i vescovi venezuelani. Il filo rosso è la solidarietà e la comunione spirituale con il pontefice, pastore della Chiesa universale, che serve «donandosi in ogni momento, attraverso l’incontro festoso con i fratelli, i gruppi e le comunità», evidenziano nel loro messaggio i vescovi della Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh), sottolineando il desiderio di accompagnarlo spiritualmente e «aiutarlo a portare la croce del dolore e della sofferenza. Santo Padre – concludono -, la Chiesa ha bisogno della sua forza, dei suoi insegnamenti e della sua conferma nella fede».
21 febbraio 2025

