Tregua a Gaza: Israele e Hamas firmano l’accordo

I negoziatori hanno siglato ufficialmente l’intesa nella notte. L’annuncio dall’ufficio del premier israeliano Netanyahu. In giornata la riunione del gabinetto politico di sicurezza. I Paesi del G7: «Sviluppo significativo»

L’intesa alla fine è stata raggiunta formalmente nella notte. I negoziatori di Israele e Hamas, insieme a quelli di Stati Uniti e Qatar, hanno firmato ufficialmente a Doha l’accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi israeliani. Lo riferiscono i media locali, ma anche il sito di notizie americano Axios. Per gli Stati Uniti, la sigla al testo dell’accordo è stata messa da Brett McGurk, principale consigliere del presidente Joe Biden per il Medio Oriente. Al raggiungimento dell’intesa, riferisce Axios, ha lavorato anche l’inviato del leader americano eletto Donald Trump Steve Witkoff.

L’annuncio è arrivato dall’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha confermato che è stato raggiunto un «accordo per liberare gli ostaggi» e che il gabinetto politico di sicurezza israeliano si riunirà nella giornata di oggi, 17 gennaio, per ratificare la tregua. «Netanyahu è stato informato dal team negoziale che sono stati raggiunti accordi sull’intesa per liberare gli ostaggi», si legge nella nota, in cui si afferma anche che il governo si riunirà «per approvare l’accordo» dopo la riunione del gabinetto di sicurezza.

Il cessate il fuoco dovrebbe entrare in vigore domenica 19 gennaio, anche se sono possibili dei ritardi dovuti proprio ai tempi della ratifica da parte del governo israeliano. In ogni caso, Netanyahu ha assicurato che le famiglie degli ostaggi sono state informate, e che il governo si sta preparando ad accoglierli.

In un’intervista all’emittente Msnbc, nella serata di ieri, il presidente americano uscente Joe Biden ha ribadito che il primo ministro israeliano «deve trovare un modo per soddisfare le legittime preoccupazioni di un vasto gruppo di persone chiamate palestinesi, che non hanno un posto dove vivere in modo indipendente». In gioco, per il leader Usa, c’è la sostenibilità «a lungo termine» di Israele. Anche i leader dei Paesi del G7 parlano dell’accordo raggiunto come di «uno sviluppo significativo», esortando «tutte le parti» a impegnarsi «in modo costruttivo» nelle prossime fasi dei colloqui, «per contribuire a garantire la sua piena attuazione e la fine permanente delle ostilità», scrivono in un comunicato.

Dal G7 ribadito anche il pieno sostegno alla sicurezza di Israele e rinnovata l’esortazione all’Iran e ai suoi alleati a «cessare ogni ulteriore attacco contro lo Stato ebraico». Ancora, i leader dei Paesi più sviluppati chiedono di risolvere «la catastrofica situazione umanitaria a Gaza, dove le condizioni continuano a deteriorarsi. Esortiamo tutte le parti – scrivono – a garantire il passaggio sicuro, rapido e senza ostacoli degli aiuti umanitari e ad assicurare la protezione dei civili, compresi gli operatori umanitari».

17 gennaio 2025