Ucraina, Shevchuk: «No alla violenza sui civili»

L’arcivescovo maggiore di Kiev denuncia la cattura di 33 volontari di Mariupol da parte dei russi. «Vogliamo dire che il volontario non è un terrorista ma un salvatore di vite umane»

«Oggi vogliamo dire ad alta voce al mondo intero: “No alla violenza contro i civili!”. Vogliamo dire che il volontario non è un terrorista ma un salvatore di vite umane». L’arcivescovo maggiore di Kiev Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, lo scandisce nell’appello lanciato ieri sera, 14 giugno, nel suo videomessaggio quotidiano, in merito alle operazioni di evacuazione dei civili dalle città bombardate e al lavoro degli autisti volontari che diventa sempre più critico e pericoloso.

«Ci siamo commossi alla storia, diventata nota ieri nella società ucraina, che racconta di 33 volontari di Mariupol», riferisce il presule, rendendo noto che «si tratta di autisti che hanno portato delle persone fuori da questa città martire con vari mezzi di trasporto, salvando le vite umane. Sotto le bombe, sotto i bombardamenti, hanno rischiato la propria vita. E oggi sono stati catturati dai russi, sottoposti a spietate torture, e dovranno affrontare, nel caso migliore, un lungo periodo di probabile reclusione. L’occupante russo non sa distinguere un volontario da un terrorista», aggiunge.

Dal presule anche parole di ringraziamento verso le forze armate ucraine. «Lungo l’intera linea del fronte sono in corso pesanti combattimenti – informa -. Ma come ci ha assicurato ieri sera il presidente dell’Ucraina, l’esercito ucraino detiene l’iniziativa strategica lungo l’intera linea del fronte. E sebbene il nemico sia più numeroso di noi, ha più potenza di fuoco, tatticamente, eroicamente gli ucraini difendono la loro terra e resistono a questa invasione. Il nemico – aggiunge – bombarda senza pietà la regione di Sumy, la regione di Chernihiv, ha ripreso i bombardamenti nella città di Kharkiv. Questa mattina è stato lanciato un attacco missilistico nella regione di Odessa. Ma l’Ucraina resiste! L’Ucraina combatte! Oggi l’Ucraina è più unita che mai, unita nel desiderio comune, nella voglia di vincere, e questa vittoria sarà rappresentata dal raggiungimento della pace giusta per il nostro Paese».

15 giugno 2022