Unicef: peggiora il benessere dei bambini nei Paesi ricchi
Pubblicata la Report Card 19 di Unicef Innocenti. L’Italia al 9° posto su 36, nella graduatoria generale del benessere dell’infanzia. Preoccupa il dato sulle competenze scolastiche
Peggiora – soprattutto dopo la pandemia di Covid-19 – il benessere dei bambini e degli adolescenti nei Paesi ad alto reddito. Lo rivela la Report Card 19 dell’Unicef Innocenti – Global Office of Research and Foresight, pubblicata oggi, 14 maggio, presentata in Italia nell’ambito delle Officine dedicate alla non discriminazione. “Il benessere di bambine, bambini e adolescenti in un mondo imprevedibile”: questo il titolo del rapporto, che analizza i dati raccolti in 43 Paesi dell’Ocse e dell’Unione europea, confrontando il periodo pre-pandemico (2018) con quello successivo (2022). Il risultato: un calo generalizzato delle competenze scolastiche, della salute fisica e mentale tra i più giovani.
In particolare, circa la metà dei quindicenni nei Paesi osservati non possiede competenze di base in lettura e matematica. La chiusura prolungata delle scuole ha inciso negativamente sull’apprendimento, soprattutto tra i bambini provenienti da contesti svantaggiati. A peggiorare è anche la soddisfazione di vita dei ragazzi: in 14 dei 32 Paesi con dati disponibili si è registrato un calo significativo. In questo contesto, l’Italia si colloca al 9° posto su 36 nella graduatoria generale del benessere dell’infanzia. È 8ª per salute mentale e 16ª su 41 per salute fisica. Preoccupa, invece, il dato sulle competenze scolastiche, che vede il nostro Paese 23° su 41, con il 43% dei quindicenni che non raggiunge i livelli minimi in lettura o matematica. In calo anche i risultati in lettura a 10 anni (da 548 a 537 punti). In lieve diminuzione, invece, i livelli di sovrappeso infantile: dal 29,6% al 27,3%, facendo risalire il Paese dal 37° al 22° posto.
Nelle parole di Bo Viktor Nylund, direttore di Unicef Innocenti, «già prima della pandemia, molti bambini vivevano situazioni di fragilità. Ora più che mai è necessario un approccio integrato che metta al centro l’educazione, la salute e il benessere dell’infanzia, in ogni fase della vita». Il rapporto invita dunque i governi e le parti interessate ad agire in diverse aree politiche per affrontare il declino del benessere dei bambini, esortando a «sostenere lo sviluppo delle competenze, comprese quelle numeriche, alfabetiche e digitali, nonché le competenze sociali ed emotive, in particolare per i bambini che sono rimasti indietro durante la pandemia e per quelli provenienti da contesti svantaggiati; migliorare la salute mentale attraverso la promozione e la prevenzione, fornendo servizi specializzati e affrontando la violenza e il bullismo, sia online che offline; migliorare la salute fisica garantendo ai bambini la disponibilità di cibo nutriente e limitando il marketing e la promozione di alimenti non salutari; coinvolgere i bambini per comprendere meglio le loro esperienze e i loro punti di vista e lavorare con loro per trovare soluzioni che promuovano il loro benessere».
14 maggio 2025

