Università in protesta: «No al bando di collaborazione con Israele»
Oltre 25 gli atenei in mobilitazione in tutta Italia, alla vigilia della scadenza. Presidio alla Farnesina: «Non accettiamo di essere complici del genocidio a Gaza»
Mobilitazione oggi, 9 aprile, in oltre 25 università italiane. I movimenti studenteschi, insieme a una parte dei docenti e del personale accademico, hanno decretato un giorno di protesta all’interno degli istituti. Protestano contro il bando del ministero degli Esteri di collaborazione tra le università italiane e quelle israeliane, che scade domani, 10 aprile. E che, secondo una parte degli universitari, renderebbe i ricercatori complice di ciò che sta avvenendo a Gaza. «Ogni giorno vediamo una propaganda di guerra incessante in tutti i Paesi europei impegnati nel sostegno economico, militare e politico ad Israele nonostante ormai più di 30mila palestinesi siano stati brutalmente uccisi negli ultimi 5 mesi, nonostante ci sia un procedimento legale della Corte internazionale di giustizia contro Israele per genocidio e aver violato dunque il diritto internazionale – scrivono in un nota gli studenti di Cambiare rotta, il movimento che sta guidando la protesta -. Il governo italiano, in particolare il ministero degli Affari esteri, ha deciso, proprio in questo contesto, di riconfermare le collaborazioni di ricerca Italia-Israele e aprire anche quest’anno un bando per promuovere dei nuovi progetti. Non è una novità che il nostro Paese sia complice di Israele, così come non è una novità che università ed enti di ricerca siano parte integrante della filiera di guerra».
In queste settimane la mobilitazione degli studenti ha portato a un passo indietro dell’ateneo di Torino e della Normale di Pisa che hanno deciso di non partecipare o rivedere il bando. «Lo sciopero nazionale del comparto università vedrà centinaia di docenti e personale prendere posizione: lezioni alternative, blocco degli insegnamenti, assemblee aperte studenti e lavoratori delle università e tantissime altre iniziative. Un presidio arriverà fin sotto le porte del ministero degli Affari esteri per ribadire la necessità di bloccare questo bando e ogni collaborazione tra Italia e Israele, l’appuntamento è alle ore 15 al piazzale della Farnesina», conclude la nota.
9 aprile 2024

