Vedove, “esperte di umanità e costruttrici di comunità”

Il vescovo Di Tora, padre Montan e la coordinatrice dell’Ordo di Roma, Angela Trigiani, verso il convegno nazionale, dal 30 settembre al 2 ottobre a Sacrofano

Per molte donne la vedovanza non è un tempo di solitudine e di angustia ma un tempo da dedicare al prossimo mettendosi al servizio del Signore. Sono “Donne esperte di umanità e costruttrici di comunità”, come recita il sottotitolo del VI convegno nazionale “L’Ordo Viduarum nel cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia”, in programma da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre alla Fraterna Domus di Sacrofano. «Quello della vedovanza è un periodo particolare nella vita di un coniuge che dopo aver vissuto un matrimonio decide di vivere una relazionalità piena con il Signore – rimarca il vescovo Guerino Di Tora, delegato dell’Ordo Viduarum della diocesi di Roma -. È vivere la realtà della propria fede e dell’incontro con Dio nella vita quotidiana».

Nelle 15 diocesi italiane che hanno regolarmente istituito l’Ordo sono più di 450 le vedove consacrate e circa un centinaio quelle in cammino di formazione. Nove, invece, le diocesi in cui il processo di approvazione è in atto. Nella diocesi di Roma l’Ordo è stato istituito nel 2013, con le prime otto consacrate, dall’allora cardinale vicario Agostino Vallini. Inizialmente in via sperimentale per tre anni, è diventato definitivo nel novembre 2019 con il cardinale vicario Angelo De Donatis. Al momento le vedove consacrate sono 25 e otto quelle in cammino.

L’Ordo Viduarum non è nuovo nella Chiesa. Riferimenti alle vedove consacrate, spiega Di Tora, si trovano già nel Nuovo Testamento e negli scritti di sant’Agostino e l’esistenza di un vero e proprio Ordo Viduarum è constatabile tra la fine del II secolo e gli inizi del III. Il ministero delle vedove consacrate è un’offerta al Signore che si esprime con la preghiera costante e il servizio nelle comunità parrocchiali, negli ospedali, nelle carceri. Di Tora coglie anche «la peculiarità della consolazione ad altre vedove che, non avendo il dono della fede, si sentono sole, abbandonate e non riescono più a dare un senso alla propria vita. Molte consacrate – conclude il presule – vivono nel quotidiano una ministerialità di vicinanza e di conforto».

Angela Trigiani, coordinatrice dell’Ordo Viduarum di Roma dal settembre 2020, sottolinea che le vedove consacrate esercitano il proprio ministero «ovunque lo Spirito Santo e la Chiesa le chiamino. Collaborano con i sacerdoti, assistono i poveri, portano la comunione agli ammalati. La vedova consacrata è parte viva e collaborante nella Chiesa». Trigiani spiega inoltre che il convegno, «durante il quale sarà istituito un coordinamento nazionale dell’Ordo», punta a trovare «un’unità nazionale per avere uno statuto e un regolamento unificato dell’Ordo, ma nel pieno rispetto della diocesanità dei vari ordini».

Tanti i temi che saranno affrontati durante il convegno «pensato con riferimento “all’oggi” della Chiesa – aggiunge padre Agostino Montan, professore emerito della Pontificia Università Lateranense -. Si tiene conto della concezione della donna, del matrimonio, della vedovanza quali emergono dalla Parola di Dio e della loro comprensione nell’odierno contesto culturale ed ecclesiale. Si guarda alle vedove quali donne esperte di umanità. Altro tema da approfondire è quello della relazione tra la Chiesa particolare e la Chiesa universale. È come aprire un cantiere per cogliere che cosa lo Spirito e i vescovi suggeriscono ai vari Ordo Viduarum, diocesani e nazionali, nel cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia».

28 settembre 2022