Verso il Giubileo dei giovani. Roma «pronta ad accogliere»

A parlare è don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, in vista dell’appuntamento dal 28 luglio al 3 agosto. «Due terzi delle parrocchie coinvolti nell’accoglienza»

Dal 28 luglio al 3 agosto Roma sarà il cuore pulsante della gioventù cattolica mondiale. L’esperienza del Giubileo degli adolescenti di fine aprile è servita da banco di prova per la macchina organizzativa. L’Urbe si appresta ora a ospitare il Giubileo dei giovani, che promette un rinnovato senso di comunità. A parlare sono anche i numeri. «Due terzi delle parrocchie romane saranno coinvolte nell’accoglienza. C’è stata una grande generosità. L’ospitalità si allargherà anche alle scuole di Roma e alla rete della pastorale giovanile di dieci diocesi del Lazio, quelle da cui è più facile raggiungere la Capitale». A parlare è don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile di Roma, il quale sottolinea che il Giubileo degli adolescenti, svoltosi in concomitanza con i funerali e con la Messa in suffragio di Papa Francesco, è stato «uno scaldare i motori dell’organizzazione. Nonostante tutto siamo stati in grado di reggere».

Nel caso degli adolescenti, l’ospitalità si limitava a due notti mentre quello dei giovani sarà un evento di una settimana, ma non tutti parteciperanno alle attività dal primo giorno. «Avremo più pacchetti – prosegue il sacerdote – . Il picco si avrà con la veglia a Tor Vergata. L’elezione di Papa Leone XIV richiamerà molti ragazzi che in quel caso dormiranno all’addiaccio». Per integrare i giovani romani con quelli provenienti da altre diocesi, per valorizzare la loro partecipazione al Giubileo affinché possano sentirsi protagonisti attivi e non solo ospitanti dell’evento, in questi mesi la Pastorale diocesana si è impegnata ad «accompagnarli sia come pellegrini sia nella formazione al volontariato».

Tra le iniziative promosse, don Alfredo ricorda i pellegrinaggi notturni. Dopo quelli nelle basiliche di San Paolo fuori le Mura e di San Giovanni in Laterano, il 6 giugno è in programma il passaggio della Porta Santa della basilica di Santa Maria Maggiore, occasione per rendere omaggio alla tomba di Papa Francesco e per pregare per Papa Prevost. «È nato come percorso di integrazione e formazione dei pellegrini romani e anche di quelli che svolgono volontariato», le parole di don Tedesco. Da non dimenticare il pellegrinaggio delle reliquie di Carlo Acutis, di Pier Giorgio Frassati, che sarà proclamato santo il 3 agosto, e di san Giovanni Paolo II. «Abbiamo vissuto momenti di riflessione sul tema della speranza a partire da cosa significhi per i ragazzi – ricorda il direttore della Pastorale giovanile diocesana -. È un tema caldo, purtroppo il contesto non fa sperare. Abbiamo raccolto i loro contributi in un libretto che sarà presto pubblicato».

Cosa resterà del Giubileo dei giovani una volta spenti i riflettori? Indubbiamente l’evento influenzerà le attività ordinarie. «Perché il Giubileo non diventi un fuoco d’artificio si tratterà di raccogliere tutti gli orientamenti che Papa Leone darà alla Chiesa di Roma e ai suoi giovani a Tor Vergata – riflette don Alfredo -. Le sue parole diventeranno una bussola per il futuro. Poi credo ci sia bisogno di ricostruire il contatto tra centro e periferia. La Pastorale giovanile deve farsi promotrice di una comunità che cresce e cammina nella fede coinvolgendo i ragazzi che non vanno in chiesa».

26 maggio 2025