Verso il giubileo, nascono i Cammini del Lazio

Presentato il sistema che riunisce i percorsi di fede più rappresentativi del territorio. Il governatore Zingaretti: «Patrimonio da valorizzare»

Presentato il sistema che riunisce i percorsi di fede più rappresentativi del territorio. Il governatore Zingaretti: «Valorizzare un patrimonio ancora poco conosciuto»

Nella Misericordiae Vultus, la bolla di indizione del Giubileo della Misericordia, il Papa invita i credenti a riscoprire la tradizione del pellegrinaggio. Un’esortazione che la Regione Lazio ha raccolto con il Sistema dei Cammini, presentato alla stampa sabato 26 settembre. Una rete che riunisce i percorsi di fede più rappresentativi del territorio laziale: la Via Francigena del Nord, da Roma alla Toscana; la Via Francigena del Sud, dalla Città eterna ai confini con la Campania; il Cammino di San Benedetto, che attraversa il Lazio da Norcia a Montecassino; e il Cammino di San Francesco, lungo i luoghi francescani fino all’Umbria.

«Il ripristino delle Francigene – ha illustrato Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio – ha visto un investimento della Regione di 1,7 milioni di euro, oltre ai 300mila stanziati per progetti di accoglienza in capo ai Comuni e ai 410mila investiti per le attività di promozione culturale delle municipalità interessate dai percorsi». «Il Sistema dei Cammini del Lazio – ha detto il presidente Nicola Zingaretti – raccoglie il potenziale artistico, storico, culturale e paesaggistico della regione in una rete che intende valorizzare un patrimonio ancora poco conosciuto». Forse anche a causa dei mezzi di comunicazione, ha notato Paolo Ruffini, direttore di TV2000: «Oggi voglio esprimere un mea culpa a nome della categoria giornalistica, insieme a una promessa: il primo viene dal domandarmi come sia stato possibile che i Cammini siano stati così poco raccontati, la promessa invece è che TV2000 se ne occuperà, sia con format collaudati, come Borghi d’Italia e il programma condotto da Licia Colò, sia con spazi appositamente dedicati».

«I Cammini – è tornato a spiegare quindi Quirino Briganti, responsabile della Regione per l’Expo – fanno parte dei punti strategici del piano triennale del turismo del Lazio. Su questa rete – ha detto -, che ha un’estensione di circa 1.000 km, la Regione si sta impegnando con azioni di promozione, come il marchio “La bisaccia del Pellegrino”, che offre ai produttori agroalimentari delle zone attraversate dalle vie Francigene la possibilità di avvalersi, per dei prodotti selezionati, di questa speciale “denominazione di origine”». Valorizzazione del territorio che è «occasione di dare attenzione e sviluppo alla cosiddetta “Italia minore” – ha rimarcato Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene -, perché le 30mila persone che ogni anno percorrono la Francigena sono una grande opportunità». Bolsena, Caprarola, Ronciglione, Sutri, Anagni, Palestrina, Zagarolo, Subiaco, Casamari, Montecassino, Greccio. I nomi dei luoghi toccati dai Cammini spesso rimandano «a eventi e personaggi di memoria scolastica – ha notato Carlo Casula, docente di Storia all’Università RomaTre -, ma soprattutto ci ricordano i pellegrinaggi che un tempo attraversavano l’Europa e la straordinaria capacità di accoglienza della società di allora, che oggi dovremmo recuperare».

Don Giovanni Biallo, responsabile del “Progetto Cammini” dell’Opera Romana Pellegrinaggi, si è soffermato infine sul valore spirituale del “peregrinare”, ricordando come l’Orp abbia predisposto per i pellegrini che giungeranno a Roma anche quattro tracciati cittadini: «I cammini a piedi al centro di Roma – ha spiegato Biallo -, ovvero i due Cammini della Via Papale, il Cammino del Pellegrino e il Cammino Mariano, saranno le opportunità urbane e conclusive per preparare i cuori a varcare le Porte Sante».

28 settembre 2015