Vicariato, le indicazioni per parrocchie e comunità religiose sulla ripresa della pastorale

Sospesi pellegrinaggi e uscite. Feste patronali limitate alla celebrazioni liturgica. Sulla catechesi: «Ragioni di prudenza inducono, ove possibile, ad avvalersi di modalità a distanza, eventualmente associate a ridotti incontri in presenza»

Sulle misure delineate nel dpcm del 13 ottobre scorso interviene a fare chiarezza, per le parrocchie e le comunità religiose, l’Ufficio giuridico del Vicariato. Disposizioni «in parte innovative, in parte confermative di prescrizioni già vigenti», di cui «alcuni punti significativi» sono dedicati proprio alle attività istituzionali degli enti religiosi, a cominciare proprio dalle parrocchie, e «ad altre iniziative che negli spazi ecclesiali trovano talvolta ospitalità».

gel igienizzante all'ingresso della chiesa, covid-19, coronavirus

Nella nota del Vicariato, una sintesi delle norme «di maggiore interesse», in alcuni casi «completata con indicazioni qui maturate sulla base di criteri di prudenza e ragionevolezza». Il primo punto: l’uso dei «dispositivi di protezione delle vie respiratorie». Ricordando le norme stabilite dal governo – l’obbligatorietà nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto, con le eccezioni consuete, e la forte raccomandazione all’uso in caso di presenza in casa di persone non conviventi -, si ricorda il limite di 6 persone suggerito nel ricevere persone in casa. Indicazione da mettere in pratica anche nelle canoniche e negli «analoghi spazi di monasteri e conventi». Restano «invariate e prioritarie» le altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio: distanziamento fisico, igiene costante e accurata delle mani, scrupolosa sanificazione degli ambienti e delle relative dotazioni. Invariato anche il divieto di accesso alle persone con infezione respiratoria caratterizzata da temperatura maggiore di 37,5°.

prima messa con i fedeli post-coronavirus, parrocchia di Santa Francesca Romana, fase 2, 18 maggio 2020Come già nei mesi scorsi, l’accesso ai luoghi di culto deve avvenire «con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro». Nel rispetto del protocollo sottoscritto da governo e Conferenza episcopale il 7 maggio scorso, di cui restano in vigore le successive integrazioni e chiarimenti. Consentiti anche i festeggiamenti in seguito alle cerimonie religiose, purché con una partecipazione massima di 30 persone e «nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti». Per quanto riguarda invece le attività pastorali – catechesi, oratorio, gruppi giovanili e così via -, si richiama al rispetto «con il massimo scrupolo e la necessaria costanza» delle indicazioni contenute nella “Nota” già diffusa l’8 settembre scorso, evidenziando però che «ragioni di prudenza inducono, ove possibile, ad avvalersi di modalità “a distanza”, eventualmente associate a ridotti incontri “in presenza”».

oratorio estivo parrocchia San Bonaventura, bambini con mascherinaConsentito l’accesso di bambini e ragazzi «a spazi ecclesiali destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di volontari cui affidarli in custodia e con l’obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle indicazioni fornite dalla presidenza del Consiglio dei ministri». Consentito anche svolgere attività sportiva o motoria all’aperto e al chiuso, anche presso aree ecclesiali, «purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti», conformemente alle linee guida emanate dal Dipartimento per lo sport, «sentita la Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), e agli ulteriori indirizzi operativi formulati dalla Regione Lazio». Vietate invece tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale: calcetto, basket e così via. Sospese anche tutte le attività similari a quelle che hanno luogo nelle sale da ballo.

In analogia con quanto disposto per le scuole, vale a dire la sospensione dei viaggi di istruzione, dei gemellaggi e delle uscite didattiche -, «si ritiene di sospendere pellegrinaggi e uscite di gruppi ecclesiali di qualsivoglia natura e ampiezza». Sempre per «ragioni di prudenza», i programmi afferenti lo svolgimento delle feste patronali vengono limitati alle celebrazioni liturgiche e «ad altri eventi che sia possibile organizzare in forma esclusivamente statica».

Per quanto riguarda le attività svolte da soggetti terzi all’interno di spazi ecclesiali, dal Vicariato informano che «sono in corso approfondimenti per verificare se sia possibile ricomprendere nell’“apertura” riservata alle associazioni dilettantistiche la pratica degli sport di contatto effettuata con le tipiche modalità oratoriali». Si rinvia infine al testo del dpcm per quanto concerne le «disposizioni che possono eventualmente interessare una parte minoritaria degli enti ecclesiali»: spettacoli in sale teatrali o cinematografiche, attività didattica svolta direttamente e così via. Per ogni quesito o richiesta di chiarimento, l’invito è a fare riferimento alla Segreteria generale del Vicariato, che provvederà a coinvolgere di volta involta gli uffici competenti.

16 ottobre 2020