Wattpad, la voglia di raccontarsi e i rischi sull’educazione

L’esplosione del fenomeno della piattaforma on line, con storie su sentimenti e affettività, rischia di scavalcare le prerogative degli adulti

In molti oramai, più o meno, avranno sentito parlare di Wattpad, una piattaforma on line dove milioni di adolescenti, in prevalenza ragazze, leggono, postano e commentano storie, racconti, romanzi interi che vengono scritti, vivono e diventano virali al suo interno. Si tratta di un fenomeno oramai consolidato da qualche anno, ma ora definitivamente esploso anche a scapito di chi, pur legittimamente ignaro, si troverà a breve nelle vetrine della propria libreria di fiducia la nuova opera di Ilaria Soragni (?) o di Cristina Chiperi (?) al posto del solito Bruno Vespa natalizio.

Per quanto estremamente interessante, credo che il punto non sia tanto l’indagare il perché una Kora Smoosh qualsiasi (alias l’italianissima Chiara Saladini, sedicenne milanese, sconosciuta ai più degli over venti) vanti oltre 12.000.000 – dodici milioni – di letture online, tanto da approdare al cartaceo per Mondadori con «l’avventura di Jennifer alla New York University che per un disguido è costretta ad alloggiare nel dormitorio maschile del campus, e i suoi genitori, preoccupatissimi, già la immaginano alle prese con le tempeste ormonali dei ragazzi» (cito dalla sinossi). Importante è invece problematizzare ciò che il fenomeno Wattpad sottopone a chi di educazione si occupa.

A riguardo mi pare utile sollevare almeno una questione, che ha a che fare con la ricorrenza dei temi nelle storie di maggiore successo, i quali per gran parte sono circoscritti al grande racconto dei sentimenti e della dimensione dell’affettività, declinata tra i due estremi dell’amore romantico e quello dell’erotismo spesso più che esplicito. L’evidenza non è nuova in sé, da sempre l’adolescenza porta in dote la necessità di elaborazione tra pari di certe tematiche, ma nuovo è il contenitore (enorme) all’interno del quale tale confronto avviene: le interazioni sono infinite volte più numerose rispetto a quelle che un adolescente poteva avere a disposizione in era predigitale, tanto più attraverso uno strumento così pervasivo dell’io quale in effetti la scrittura è.

 Il rischio correlato è che la rielaborazione di temi decisivi (l’amore, i sentimenti, la sessualità) possa diventare un processo che scavalchi definitivamente quella prerogativa educativa dell’adulto che, pur in funzione oppositiva e dialettica, resta determinante nella fase adolescenziale: chiusi nello sterminato mondo delle mille narrazioni di coetanei e coetanee, potrebbe capitare che quell’esigenza complessa, contraddittoria, spesso negata, ma comunque presente nei ragazzi e nelle ragazze di un confronto su temi così delicati con un adulto degno di fiducia, diventi sempre più marginale.

Due considerazioni a latere di questa che è una questione aperta e che così lascio alla riflessione di tutti. La prima riguarda l’urgenza in sede educativa e scolastica, proprio in un contesto così in evoluzione, di approfondimenti competenti inerenti le tematiche legate all’affettività che invece, per un motivo o per un altro, sembrano sempre essere sistematicamente esclusi dalle nostre scuole. La seconda, ed è una considerazione positiva, ha invece a che fare con la grande voglia comunque di raccontarsi che i nostri adolescenti hanno, anche attraverso uno strumento come Wattpad. Se in fondo, se come disse Nadine Gordimer «scrivere è vivere», oggi i ragazzi e le ragazze sono davvero più vivi che mai.  A tra quindici giorni.

 

7 novembre 2018